Oggi, con il Mercoledì delle Ceneri, entriamo nel tempo di Quaresima. Un tempo sobrio, essenziale, che arriva mentre le nostre giornate continuano a correre tra impegni, notizie che si susseguono senza tregua e una stanchezza che spesso ci portiamo dentro.

La Quaresima interrompe questa corsa.

Ci mette davanti un segno povero — un po’ di cenere sul capo — e ci ricorda che non siamo onnipotenti, che non siamo eterni, che abbiamo bisogno di tornare all’essenziale.

Il Vangelo di oggi è molto chiaro. Gesù invita a non vivere la preghiera, il digiuno, la carità per essere visti, per sentirci a posto, per ricevere approvazione. Ci chiede invece: davanti a quali occhi stai vivendo?

Cerchiamo lo sguardo degli altri o desideriamo davvero lo sguardo di Dio?

La Quaresima non è una prova da superare, ma un ritorno. Non è dimostrare qualcosa, ma lasciarsi incontrare. È scegliere di rientrare nel proprio cuore, dove il Padre già ci aspetta.

«Ritornate a me con tutto il cuore», dice il Signore.

Non con una parte, non quando avremo sistemato tutto. Con tutto il cuore, così com’è.

Forse il dettaglio più vero del tempo che viviamo è proprio questo: siamo pieni di stimoli, ma poveri di silenzio.

Entriamo allora in questi quaranta giorni con passo umile. Con qualche rinuncia concreta, sì. Con un po’ più di attenzione agli altri, certamente. Ma soprattutto con il desiderio di ritrovare lo sguardo giusto sotto cui vivere: quello di un Padre che vede nel segreto e lì ci incontra.

Vi accompagno con la preghiera in questo cammino.

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