
di Giuseppe Sammarro*
Nelle ultime ore il dibattito pubblico, che segue quello politico e istituzionale, è monopolizzato da due eventi contingenti che, in qualche modo, ha messo in ombra l’evento principe che si sta svolgendo nel nostro Paese e al quale guarda il mondo, “le Olimpiadi”.
Il primo è sicuramente il pacchetto sicurezza, legato strettamente ai recenti fatti di Torino, ma che lambisce non di poco, il referendum del 22 e 23 marzo è la strategia del Governo, e di tutto il centro-destra, in una specie di maionese impazzita. Mescolando continui attacchi alla magistratura “la presidente del Consiglio”, nel mentre il ministro Nordio addirittura ha paventato il riemergere del terrorismo rosso. Il secondo riguarda l’uscita del parlamentare europeo è vice segretario, il generalissimo Vannacci dalla Lega. Molti sono i punti di convergenza tra le politiche del centro-destra e la radicalizzazione degli stessi imposto da Vannacci. Però ora mi preme concentrarmi sul concetto e origine della remigrazione. Si tratta di una linea comune che unisce l’estrema destra in Italia a quella in Germania. Il tema della “remigrazione” rappresenta il filo rosso tra le frange più sovraniste e ultranazionaliste dei partiti e movimenti, della destra estrema in Europa e negli Stati Uniti di Trump.

In Italia fa da collante con le politiche del governo, alla luce dei recenti provvedimenti. Il primo a imprimere una dimensione politica alla parola Remigrazione, che letteralmente significa: “deportazione coatta, in massa di tutti gli stranieri e immigrati, nei loro paese d’origine legali o illegali”, è stato un uomo dell’estrema destra in Austria. Si tratta di Martin Sellner. Vediamo chi è Sellner: 39 anni austriaco e leader dell’estrema destra, il 2025 pubblica, con la casa editrice Passaggio al Bosco, il libro “Remigrazione, una proposta”. Il curatore che scrive anche la prefazione è Francesco Borgonovo vice direttore de “La Verità” di Maurizio Belpietro e assiduo frequentatore di talk show televisivi. Dal 2019 diversi paesi, tra cui Germania, Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito, hanno imposto a Sellner divieti d’ingresso a tempo indeterminato per la sua attività anti-islamica e per avere diffuso nel corso di incontri pubblici e comizi tesi fortemente antisemite. A fine novembre del 2023 ( prima del divieto) è stato tra i promotori presso l’hotel Landhaus Adlon sul lago Lehi vicino Postdam nel Brandeggio, di una conferenza sulla “ remigration”. La conferenza teorizzava, movendosi essenzialmente sull’estremismo xenofobo, la sostituzione etnica, e il complotto mondiale e globalista. Seconda questa teoria i flussi migratori fanno parte di un più articolato piano, teso a spazzare via la civiltà europea e occidentale, per sostituirla con una società multietnica di matrice islamica.

Un teorema che fa breccia non solo nella galassia dell’estremismo di destra, ma anche in partiti che coprono ruoli di governo come Ungheria, Romania e fino a poco tempo fa trovava interesse anche nella presidente Meloni e nel suo partito. È stato il cavallo di battaglia che ha portato al successo l’AFD “alternativa per la Germania” alle ultime elezioni in Germania, e la loro entrata nel parlamento tedesco. Tornando a quel 25 novembre 2025 a Postdam, Martin Sellner espone le sue terribili proposte e ne pubblica una sorte di summa “ Remigration. Ein Vorsclag” remigrazione una proposta, da cui segue il libro. Si apre così la strada alla diffusione della parola, una nuova eccezione è il richiamo alla deportazione. L’assonanza tra i due termini diventa pericolosamente concreto come piano risolutivo della questione emigrazione. Non più dunque un concetto teorico, ma un progetto politico che è entrato nel dibattito politico. Il libro di Sellner diventa per i movimenti e i partiti di estrema destra un libero per tutti. Lo stesso Trump nella sua infocata campagna elettorale, sul suo account usa il termine Remigration per illustrare il piano di rimpatrio degli immigrati. In Italia è la Lega per prima a dimostrare piena adesione riguardo alla soluzione che la parola ha assunto come significato. Il deputato della Lega Alessandro Corbetta, anche in Italia dobbiamo parlare di Remigrazione, ovvero il rimpatrio forzato non solo dei clandestini e criminali, ma anche degli stranieri che non vogliono integrarsi. Non ne è di meno l’altro deputato leghista “transitato con Vannacci” che in parlamento afferma “remigrazione unica soluzione.” Anche se ancora al momento si nota un certo pudore a farla circolare la parola remigrazione nei media, soprattutto nei giornali che fanno riferimento al governo, eppure questa strada è in pieno contrasto con i valori sanciti dalla nostra Costituzione. Ed è in questa chiave che va letto il neo comitato remigrazione e riconquista di Domenico Furgiuele, deputato della Lega, che nei giorni scorsi voleva tenere una conferenza stampa alla Camera, allo scopo di presentare una proposta di legge di iniziativa popolare, insieme a Casa Pound, la rete dei patrioti ed altri della galassia fascista. L’Iniziativa è stata impedita dalla decisa protesta dei deputati di opposizione che costrinsero il presidente della camera Fontana (Lega) a ritirare l’autorizzazione. Tutto ciò al netto dei valori costituzionali, etnicamente e umanamente, va rigettato nel profondo della fogna che lo ha partorito. Questa proposta è la messa in atto di pratiche che ci ricordano i tempi bui del nostro recente passato.
*Cittadino ed ex Rappresentante della Cgil



