Sono felice di ritrovarvi per il nostro appuntamento settimanale.  Oggi la Parola ci parla con immagini semplici e fortissime: Gesù ci chiama sale della terra e luce del mondo. Parole che sanno di vita concreta, di gesti quotidiani, di presenza silenziosa ma capace di fare la differenza.

La domenica è proprio questo: un tempo per lasciarci illuminare e per ricordarci che, anche così come siamo, possiamo portare sapore e luce nella vita degli altri.

 Brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.

 (Mt 5, 13-16)

C’è un filo rosso che unisce i testi proposti dalla liturgia odierna: la luce.

L’invito del Signore è chiaro: siate esempio luminoso, siate come lampada posta «sul candelabro» che «fa luce a tutti quelli che sono nella casa».

Ecco a cosa siamo chiamati: essere per gli altri e in mezzo a loro per testimoniare la luce del vangelo tra le persone che il Signore ci dona di incontrare.

Più che le tante parole, saranno le nostre «opere buone», l’attenzione a non «puntare il dito», l’aprire il «cuore all’affamato» e all’«afflitto di cuore», a rischiarare chi ci sta intorno.

Chiediamo al Signore il suo Spirito «perché ardenti nella fede e instancabili nella carità diventiamo luce e sale della terra».

Il Signore vi mostri la sua via.

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