
di Salvatore Martino
Quello che è accaduto a Niscemi è l’emblema della situazione di incuria e di degrado ambientale che c’è, da molto tempo, nel resto del Paese.
La politica e le istituzioni se ne accorgono puntualmente ogni qualvolta succede la tragedia, con frane, allagamenti, crolli di abitazioni, di strutture, e altre rovine. Per l’occasione, vengono elaborate analisi, imbastiti discorsi, studi, viene espressa solidarietà alle popolazioni colpite, promessi finanziamenti e, poi, come d’incanto, tutto continua come se non fosse successo nulla.

Un po' come è accaduto dalle nostre parti per il ponte di Ortiano, sulla strada di Longobucco, crollato nel 2023. I territori vengono abbandonati, dimenticati, le popolazioni lasciate in sofferenza, e si vive in attesa del disastro successivo. Poi, quando succede la tragedia, il rito si ripete, analisi, discorsi, promesse di finanziamenti, e le popolazioni continuano a subire oltre al danno, la beffa del cattivo governo dei territori.



