Dopo i giorni intensi del Natale e dell’Epifania, questa domenica ci conduce davanti a una scena semplice e potentissima: Gesù che si presenta al Giordano e si mette in fila con tutti, come uno qualunque.

È qui che la Parola di oggi ci sorprende: mentre Gesù si abbassa, il cielo si apre e il Padre lo riconosce come Figlio amato. È come se ci venisse detto che ogni volta che smettiamo di metterci al centro e impariamo a stare accanto agli altri, anche sulla nostra vita si apre un po’ di cielo.

Mi piace pensare che questo inizio d’anno parta proprio da qui, da un Dio che non ci chiede di essere perfetti, ma di entrare con fiducia nell’acqua della vita così com’è, certi di essere già amati.

Questi è Il Figlio mio, l'amato!

 (Mt 3, 13-17)

Al Giordano, mettendosi in fila con i peccatori, immergendosi nella nostra condizione di bisognosi di perdono, di misericordia, Gesù si pone concretamente nella condizione del suo popolo.

Allora il Padre lo consacra nello Spirito santo, che non si limita a posarsi su di lui quale profeta, ma lo colma di sé spingendolo al compimento della sua missione di servo del Signore, di Figlio amato in cui il Padre si compiace.

Nell’adesione totale al disegno del Padre, Gesù comincia a proclamare la buona notizia ai poveri, ad aprire gli occhi ai ciechi, a risanare le ferite del corpo e dello spirito.

Resi figli del Padre nella sua Pasqua, ricevendo il battesimo nello Spirito santo, come fratelli e sorelle uniti nel suo amore siamo chiamati a proclamare il vangelo di Gesù in ogni gesto e parola.

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