
Oggi celebriamo l’Epifania, la festa in cui il Natale si apre davvero al mondo intero. Non è più solo la storia di una famiglia in una stalla, ma l’annuncio che quella luce è per tutti, per ogni popolo e per ogni cuore in ricerca.
I Magi che arrivano da lontano ci somigliano: anche noi, con i nostri passi incerti, siamo in cammino verso qualcosa che ci supera, ma che sentiamo profondamente nostro.
In questo giorno così luminoso voglio augurarvi che possiate riconoscere i segni di Dio nella vostra vita quotidiana, magari proprio nelle cose semplici e nei volti che incontrate ogni giorno.
Che questa Epifania vi regali stupore, pace e il coraggio di continuare a cercare la luce, anche quando il cammino sembra lungo. Pace e bene!
Alza gli occhi e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portare in braccia
(Is 60 1-6)
Avete mai pensato che il destinatario di questa esortazione sia Dio, che alza lo sguardo e vede tutta l’umanità tornare a lui?
Si possono toccare con mano lo stupore e la gioia di fronte a questa scena che forse anche per Dio ha dell’incredibile: vedere il suo desiderio più profondo realizzarsi!
Ecco, la festa di oggi ci racconta qualcosa di questo evento. Le genti, rappresentate dai tre magi, riconoscono nella persona di un bambino il volto di Dio.
Non c’è più da temere: Dio, l’onnipotente, si rivela essere debole, assetato e bisognoso dell’amore dell’uomo.
Avviciniamoci anche noi e lasciamoci toccare da questo mistero d’amore.



