
Quanti di noi conoscono Harry Warren? Probabilmente pochi, ma molti di noi conoscono le sue opere. Perché Harry è stato compositore di musical e colonne sonore, per un’ottantina di film di grande successo.
Le sue composizioni sono state interpretate e portate sullo schermo da attori-cantanti, del calibro di Jerry Lewis, Bing Crosby e Fred Astaire.
Canzoni portate al successo da Frank Sinatra, Dean Martin, Louis Armstrong Ella Fitzgerald, Bruno Martino, Glen Miller e altri famosi interpreti del panorama del cinema e dei Musical statunitensi e conosciute in tutto il mondo.
L’immenso lavoro di testi e melodie valse a Harry Warren, nel corso degli anni, undici nomination all’Academy Awards e ben tre Oscar per la migliore canzone: nel 1936 con Lullby of Broadway, con Topeka and the Santa Fe nel 1944 e You’II Never Know nel 1947. Sicuramente l’oscar attribuito alla migliore canzone rimane quello più popolare.

Antonio Guaragna padre di Harry
Attivo a Broadway con brani diventati intramontabili, insieme a parolieri come Al Dubin e Johnny Mercer, tra le canzoni più famose si annovera That’s Amore, un classico portato al successo internazionale da Den Martin. Oppure Chttanoga Choo Coon, famosa per l’esibizione dell’Orchestra di Glen Miller. E ancora Lonly Haver Eyes Tor YouTube che sarà una pietra miliare del Jazz e del pop mondiale. 42nd Street, è stato il brano cardine dell’omonimo musical a Broadway. Altri brani come Serenade in Blue o The Mor i See you sono assurti nell’Olimpo della musica d’autore. Le opere riportate non possono che essere un elenco parziale della sua immensa produzione artistica. Bene, diranno i più che leggeranno l’articolo, un altro grande americano da guardare con ammirazione.
È qui ritorna la domanda: cosa sappiamo di questo grande della musica leggera mondiale?
A questo punto cerchiamo di approfondire meglio il personaggio protagonista dell’articolo, facendo un salto indietro nel tempo di oltre un secolo e mezzo.

Rachele De Luca mamma di Harry
Siamo in un borgo arbereshe di 1800 abitanti, a metà ottocento del fu vasto feudo dei marchesi Serra di Cassano. È precisamente a Civita nel distretto di Castrovillari nella Calabria Citeriore. È qui che il sarto Francesco Guaragna sposa Maddalena Vizza. Presto la loro unione è allietata dalla nascita di Antonio il 23 febbraio 1859. Antonio non diventa né contadino, né pastore, come molti suoi coetanei. Va a bottega dal calzolaio-stivalaio. Diventato adulto prende in sposa Rachele De Luca, figlia di un altro sarto del paese, Giuseppe De Luca. Il matrimonio si celebrò nella chiesa madre di Santa Maria Assunta in Cielo di Civita, in una splendida e assolata mattina del 1873.
La famiglia fu benedetta dalla nascita di quattro femmine e un maschio.
Alla nascita di Anna Maria, l’ultima delle sorelle, era già emigrato, sembra in Argentina, dove non ebbe fortuna, non potendo migliorare le condizioni economiche della famiglia, per la quale era emigrato. Decide così di trasferirsi nella dinamica e ricca New York, dove si raccontava che tutto era possibile.

Veduta di Civita
Infatti Antonio avvia la sua attività di calzolaio, e a cavallo del 1887 e 1889, fa giungere in America la famiglia da Civita. Ora vivono in una grande casa con annesso negozio di scarpe da lui prodotte.
A Brooklyn, New York, la famiglia Guaragna si allarga con la nascita di Charles e il 24 dicembre 1893 Salvatore Antonio il futuro Harry Warren.
Harry era cresciuto in una famiglia dove la musica piaceva a tutti e spesso improvvisavano concertini tra di loro, cantando insieme “Tuti” come veniva affettuosamente chiamato Antonio: la musica la succhiava col latte del biberon, come si soleva dire.
Alla fine dell’Ottocento gli immigrati italiani vivevano un periodo oscuro e difficile, fatto di soprusi e discriminazioni. Loro a differenza di altri immigrati provenienti dal nord Europa o anglosassoni, se pur ugualmente poveri e sfruttati, erano più adattabili alla nuova società. Gli italiani sullo sfondo culturale fatto di ricordi, rimpianti e nostalgie, avevano la tendenza a rimanere chiusi tra loro a mo’ di protezione da un mondo che sentivano ostile. Purtroppo, però, erano a loro volta facile preda di soprusi e immotivati sospetti, anche dalle autorità e forze dell’ordine. Era in questo clima che la famiglia Guaragna cambia, legalmente, il cognome con un anglofono Warren, come si evince dai registri del censimento della città di New York del 1900. Di conseguenza anche i nomi cambiano: Francesco diventa Frank, Maria Giuseppa-Josephine e così gli altri tutti americanizzati. Da tempo i contatti con gli amici e i parenti di Civita erano sempre più rari. Nel frattempo il piccolo Tuti crescendo sviluppava uno spiccato talento per la musica e l’abilità strumentale. Sostenuto dalle sorelle a sedici anni lascia la scuola e segue il suo istinto, si butta anima e corpo in ogni tipo dì intrattenimento musicale che gli venisse offerto. Entrò presto come batterista nello spettacolo Keene e Sgippey di Pasquale Pucci suo padrino. Negli anni a venire incominciò assiduamente a frequentare gli Studios del cinema muto del tempo, sempre alla ricerca di nuovi talenti per le colonne sonore dei film. Si fece da subito notare per le sue capacità di adattare le musiche alle esigenze delle scene. Negli anni a venire il piccolo Tuti, diventato Harry, si sposa con Josephine, anche lei figlia di immigrati di origine tedesche. Scrisse qualcosa come ottocento canzoni, portate al successo da artisti di provata fama mondiale, nonché musiche per il cinema moderno e film da Oscar. Ricevette lui stesso due Oscar e vinse dischi d’oro. Muore a Los Angeles il 22 settembre del 1981. Harry Warren nato Salvatore Antonio Guaragna, di origini calabresi di Civita, vive in eterno tramite la sua musica. Su di lui esiste un approfondito studio e documentazione che è alla base di questo breve articolo finalizzato a far conoscere un illustre figlio di questa terra di migranti che è la Calabria. Ma accanto a ciò, potrebbe aprire per Civita un’opportunità per avviare delle iniziative che potrebbero far conoscere, attraverso la sua musica e il cinema, le origini e i bellissimi luoghi dove vissero suo padre Antonio Guaragna e sua madre Rachele De Luca.



