
di Giacinto De Pasquale
Rogliano ha salutato questa mattina presso la chiesa di San Domenico uno dei suoi volti più rappresentativi del calcio di un tempo. Teobaldo Aloe, 77 anni, storico capitano della Morrone e figura molto stimata nello sport cosentino, è scomparso la sera dell’ultimo giorno dell’anno, lasciando un vuoto profondo tra quanti lo hanno conosciuto.
Difensore elegante e uomo di grande correttezza, Aloe è stato per anni bandiera e capitano della seconda squadra di Cosenza, diventando un punto di riferimento non solo sportivo ma anche umano. In gioventù aveva vestito la maglia della Nazionale giovanile e attirato l’interesse del Torino, scelta che non lo allontanò però dalla sua terra, alla quale rimase legato per tutta la vita.

Teobaldo Aloe per tre stagioni agonistiche di fila ha indossato anche la casacca biancoazzurra dell’As Corigliano, ricoprendo il ruolo di capitano.
Il suo esordio coriglianese avvenne nella stagione 1979-80 nel campionato di promozione. La rosa dei giocatori biancoazzurri era composta da: Palermo, Russo, Mussuto, Quintieri, Filici, Aloe, Belsito, Stumpo, Santoro, Mocciaro, Montesano, Pecora. Allenatore Gianni Vastola.

Stagione 1989-81 campionato di promozione. In questo campionato si registrò il famoso duello con il Crotone. La spuntarono con un solo punto di vantaggio (46 a 45) i pitagorici che vinsero il campionato. Comunque il Corigliano verrà ripescato e l’anno dopo disputerà il torneo dell’Interregionale. La rosa dei giocatori quell’anno era composta da: Aloe, Aquino, Belsito, De Gennaro, Marasco, Macri, Perrone, Scarcello, Spina, Tucci, Vennari, Bompani. Allenatore Gianni Vastola.
Nella stagione 1981-82, Campionato Interregionale, allenatore Baroncini, Aloe disputerà solo 5 gare.
Non tanto l’ultima con mister Baroncini, ma le prime due con il tecnico Gianni Vastola, segnarono la consacrazione di Teobaldo Aloe, non solo come giocatore, ma soprattutto come uomo. Prodigo di consigli nei confronti dei compagni di squadra, dimostrò di essere l’elemento in più per quella formazione davvero forte. Aloe fu l’uomo spogliatoio, l’allenatore in campo. Visione di gioco, intelligenza tattica, potenza fisica, estro erano doti innate per chi, come Teobaldo, aveva calcato palcoscenici prestigiosi. Mai sopra le righe, grintoso si ma mai violento, anzi era colui che in campo interveniva dove stava per scoppiare un qualche scontro verbale. Ricordo le difficoltà che incontrarono i dirigenti biancoazzurri dell’epoca per portarlo a Corigliano, perché Aloe era calciatore molto richiesto. Alla fine però ci riuscirono ed io ebbi la fortuna di incontrarlo e di verificare effettivamente chi era Teobaldo Aloe, non solo come atleta e professionista, ma soprattutto come uomo. Ricordo con tanto piacere quando mi recavo negli spogliatoi per le interviste, lui era sempre pronto a parlare, a fare una disamina attenta, senza fronzoli e alquanto veritiera sull’andamento della gara.

Ho incontrato Teobaldo, l’ultima volta, sei mesi fa, esattamente il 21 giugno 2025 a Cosenza nel corso delle “Giornate Amarcord” organizzate dalla Morrone. Qualche giorno dopo nell’effettuare il resoconto di quella splendida giornata qui sul blog, tra l’altro, scrivevo: “Ma di quella giornata rimarrà il ricordo indelebile di avere incontrato tanti amici che non vedevo da anni. Come il grande Teobaldo Aloe. Credimi caro Teobaldo mi si è stretto il cuore nel vederti in uno stato di diffusa sofferenza. Mi hai riconosciuto, ti ho abbracciato, ti ho stretto a me, ti sei emozionato. Per me rimarrai un grande uomo e un grande giocatore, checchè ne dica l’usura del tempo”.
Si caro Teobaldo per me rimarrai per sempre un grande uomo e un grande calciatore, perché il vero atleta si vede soprattutto fuori dal campo e tu me lo hai dimostrato sempre.

Oggi ci lasci, ma il tuo ricordo rimarrà per sempre vivo in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerti e di vederti giocare.
Era bello vederti con il pallone tra i piedi, in quegli anni quando non era facile vedere giocatori che ragionavano con il pallone tra i piedi, tu invece eri l’espressione perfetta del calcio.
Caro Teobaldo grazie per averci fatto conoscere il calcio vero, il calcio delle magliette sudate, delle gambe piene di graffi, di palloni non buttati a caso, di suggerimenti capaci di formare prima l’uomo e poi l’atleta.
Con te va via un vero esempio di uomo di sport. Adesso calcherai i prati verdi eterni ed anche lì, ne sono certo, incanterai chi ti verrà a vedere, perché tu incarnavi l’essenza del calcio. Addio amico mio, il tuo ricordo rimarrà per sempre dentro di me.



