di Salvatore Martino

Stavolta, il tragitto che conduce alla grotta di Betlemme è più che mai irto di ostacoli e di pericoli.

Non c’è solo Erode in agguato, l’indifferenza della gente, il freddo, e le difficoltà che incontrano Maria e Giuseppe nel trovar riparo per la notte, ma ci sono anche altre questioni che hanno trovato cittadinanza in questa società: l’insorgente egoismo, l’odio, la malafede, la caparbietà dell’uomo nel volersi sostituire a Dio, la guerra, e tanti altri elementi che potrebbero mettere seriamente in discussione la sopravvivenza del pianeta. Per i credenti, la speranza sta nella venuta del Messia, ma anche nella capacità degli uomini di rinsavire, accogliendo il suo messaggio di pace. Nessuno può pensare che il mondo sia di proprietà di qualcuno, e nessuno può progettare di appropriarsene. Il mondo appartiene a tutti, e la sua tutela avviene con la pace, col rispetto, e non con la guerra. Oggi, forse più che in passato, c’è urgente bisogno di uomini di buona volontà.

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