Siamo arrivati agli ultimi passi dell’Avvento. L’attesa si fa breve, il cuore si prepara al silenzio della notte Santa, e tutto sembra trattenere il respiro davanti a un mistero grande e tenerissimo insieme.

 

In questi giorni così vicini al Natale, risuona una promessa che consola e sostiene: Dio non resta lontano, non osserva da lontano la nostra vita, ma sceglie di abitare con noi.

Buona domenica!

 Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il none di Emmanuele, che significa Dio con noi

 (Mt 1, 18-24)

 L’angelo mi ha detto che dovrò dare il nome al bimbo che nascerà, perché sia legalmente riconosciuto nella storia come discendente di Davide, ma ancor prima del tempo in altro modo era chiamato nel piano di Dio: Emmanuele.

Il nome racchiude in sé il mistero della persona e anche la sua missione: ho capito che quanto sta succedendo è un progetto divino da sempre accarezzato. Dio vuole stare in mezzo a noi, vuole essere uno di noi.

Ancor prima che l’uomo lo abbandonasse sviato dal tentatore, il Padre aveva deciso di inviarci il Figlio per ricapitolare in lui tutta la creazione.

Neppure il peccato di Adamo lo ha distolto da questo suo piano, anche se ora il suo amato Figlio deve farsi carico di tutto il disastro che è avvenuto.

Per questo lo si chiamerà Gesù: Jahvé salva.

Il Signore vi benedica.

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