di Salvatore Martino

In un momento così drammatico, governato dalla irresponsabilità e dalla mancanza di saggezza, l’unica chance che ha l’Europa è quella di ritrovare se stessa e di cercare di salvarsi e di salvare la comunità internazionale dalla catastrofe.

Deve smetterla di giocare alla guerra fomentandola. Da troppo tempo, è diventata complice di operazioni che la vedono alleata e succube di gruppi finanziari internazionali che lucrano sui conflitti. Il mercato delle armi, attualmente, sta crescendo in maniera spaventosa, e l’economia di molti stati, compreso il nostro, ne sta pagando il prezzo. Quella dell’Europa è una vocazione alla pace e alla cooperazione e non alla distruzione. La smettano i suoi leader di fare i soldatini e tornino ad indossare la divisa della responsabilità e del governo. L’Europa e il mondo hanno bisogno di figure esemplari, che siano capaci di riprendere il dialogo e di prospettare soluzioni giuste ai conflitti e non ad alimentarli. Fuori da questa logica c’è solo l’abisso, e l’Europa, allo stato, sembra essere prospiciente al baratro.

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