
di Giacinto De Pasquale
Ci sono persone che fanno la storia di una comunità ma non passano alla Storia, sopravvivono però nella memoria dei loro cari, in uno scrigno pieno di ricordi preziosi da custodire e, se possibile, da tramandare nel tempo.
Capita a volte che, proprio la loro scomparsa - come un grosso pugno alla bocca dello stomaco - ci costringa a fermarci per rifiatare. È in questi momenti di grande dolore che ci viene data l’opportunità per riflettere su questi meravigliosi compagni di viaggio, coi quali abbiamo camminato sulla strada della vita, e solo ora, che non ci sono più, capiamo l’importanza di averli avuti accanto: talvolta davanti a guidarci, altre volte dietro a sospingerci. Spesso al nostro fianco, a condividere tante esperienze, legati in un abbraccio fraterno che ha reso più agevole il cammino e più gioiosa l’esistenza di un’intera comunità.
Damiano Costa era una di queste persone. Era un caro amico, uno su cui potevi contare. Sempre!
Damiano ci ha lasciati ieri, ed oggi sono stati celebrati i funerali.
Se nel nostro piccolo mondo ci fosse qualche Damiano in più ce ne accorgeremmo subito, perché sarebbe un mondo migliore: ci sarebbe più passione civile, più fede nelle capacità umane, più solidarietà ed amicizia, più onestà, anche di pensiero. Più bontà. Più amore per la ricerca della verità. Più rispetto per le persone e le idee.
È importante perciò ricordare Damiano non solo per le (tante) cose che ha fatto ma soprattutto per come le ha fatte. Per la passione che lo ha animato, sorretta da una lucida capacità di pensiero e da un profondo rispetto per l’interlocutore di turno.
Una specie di santo, allora? No! Semplicemente una persona perbene, di straordinaria ordinarietà come ne esistono poche. Difetti (non pochi!) compresi. Gli piacevano le cose semplici ma fatte bene, con dedizione e passione. Grazie a questo si è conquistato la stima di molti sia sul posto di lavoro che nell’associazionismo, e nel mondo del calcio locale.
Nel mondo del calcio coriglianese Damiano ci si trovava a meraviglia e quando, come capita in ogni luogo, vi erano periodi di tensioni o incomprensioni, lui ne soffriva come si soffre per delle liti tra familiari.
“La memoria è l’anima. Se perdiamo la memoria perdiamo anche l’anima” (U. Eco)



