di Salvatore Martilotti

I sapori e i saperi del mare e il senso di comunità un tempo caratterizzavano la nostra Comunità costiera. Oggi, invece, la suggestione del momento di “venditori di fumo” e dei tanti “votantonio” stanno complicando il cammino della nostra gente.

Siamo diventati una Comunità attratta da “mercanti” senza scrupoli, da “venditori di fumo” e da "Politici obsoleti e volpini". Ignoranza e non-conoscenza come cause della paura dei cambiamenti, dell’innovazione, ma anche del futuro, soprattutto, se le proposte di cambiamento provengono da interlocutori locali. Senza dubbio è così: l’immobilismo sta diventando l’anticamera del pantano. Non è soltanto una questione sociale ed economica, ma è diventa anche una questione culturale. E la mancanza di cultura sta generando il “raffreddamento dell’identità” con tutte le tragiche conseguenze del caso che potrebbero portare a una crisi di appartenenza, a un periodo di confusione sul concetto stesso di “Comunità marinara”. La paura di cambiare è un segno di debolezza, di sottomissione ad altri, di insicurezza, di non avere la forza ideale, spirituale e culturale di difendere la propria essenza di “Comunità di pescatori” rinunciando ad essere protagonisti del presente e, soprattutto, del proprio futuro. E allora chi ha tempo non perda tempo poiché non è più rinviabile, il protagonismo dei pescatori abbandonando forme organizzative obsolete ai margini della legalità. Invertire rotta non è più rinviabile per non perdere un  un patrimonio storico, sociale e culturale della nostra Comunità. E allora in questi ultimi giorni di agosto 2025, per rinfrescare la memoria, e ripartire, sarebbe opportuno un bagno nello splendido mare ionio ” per riacquistare, da marinari, la normalità” con la speranza di ritornare ad essere “Comunità”. Il mare come metafora di Speranza e libertà, senza dimenticare che al mare la vita è differente e, a volte, può diventare anche il luogo della speranza disattesa e dell’illusione infranta!

Crediti