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di Giulio Iudicissa

Mi dedicai alla lettura di Primo Levi nella primavera del 1974. Lessi prose e poesie: ogni parola mi propose impensabili scenari e mi raccontò sogni irrealizzati.

Di quelle letture, più volte in seguito riprese, in contesti scolastici o comunque culturali, oggi, riaffiora questo verso: "Felice l'uomo che ha raggiunto il porto". A Levi, incolpevole, fu negato un porto. Anche altri, nella primavera del 1974, non raggiunse il porto.

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