
Fonte: Pagina Facebook di padre Giovanni Cozzolino Ordine dei Minimi
Oggi sono 20 anni esatti. Era il 2006 quando, durante i restauri del presbiterio della chiesa di San Francesco di Paola, venne rimossa la tela di Luigi di Maratea datata 1582. Dietro, dopo 424 anni di buio, riapparve l’affresco monumentale del 1476.
Per 424 anni, solo le carte dei cronisti dell’Ordine dei Minimi ne conservarono la memoria. Loro lo descrissero, lo piansero come perduto, senza mai vederlo. Oggi ha 550 anni ed è lì, dietro l’altare maggiore, sopra il coro ligneo di Peluso.
2006: LA CRONACA E LE FONTI
Fonte 1 – Relazione di scavo: Soprintendenza ABAP Cosenza, 2006-2007. I lavori di recupero sono diretti dall’architetto Mario Candido. Il restauro pittorico è del maestro Simone Colalucci di Roma.
Fonte 2 – La memoria dei Minimi: Per 374 anni, dal 1582 al 2006, l’unico a “vedere” l’affresco furono gli storici dell’Ordine.
LE VOCI DEI MINIMI: TOSCANO E PERRIMEZZI
1. Padre Isidoro Toscano, Storia cronologica della Provincia di Calabria dei Minimi, Napoli 1689
Toscano è il primo a descrivere l’opera 107 anni dopo che venne coperta. Lui non la vide mai. Scrive basandosi su “antiche memorie del convento”:

“Nella Chiesa maggiore di Corigliano, sopra l’Altar grande, vi era anticamente dipinta a fresco l’Immagine della Beatissima Vergine col Bambino Giesù in braccio, e sopra di essa la Santissima Trinità, opera di eccellente pennello, fatta fare dal Principe Geronimo Sanseverino nell’anno 1476 per voto”.
Nota: Toscano usa il passato “vi era”. Per lui, nel 1689, è già un’opera perduta, “coperta dalla nuova tavola del Maratea”.
2. Mons. Giuseppe Perrimezzi, Cronica dell’Ordine dei Minimi, Napoli 1721, Vol. II
Perrimezzi, Vescovo e storico dell’Ordine, è ancora più esplicito. Nel 1721, 139 anni dopo la copertura, scrive:
“Dietro la moderna icona ad oglio di Luigi di Maratea, che si vede hoggi sull’Altare Maggiore, sta nascosta, & forse rovinata, una pittura a fresco antichissima del 1476. rappresentante la Regina de’ Cieli col Trono di Gratia sopra. Di essa non si ha più notizia visibile, ma solo per relatione de’ Padri antichi”.
Nota: Perrimezzi usa “nascosta, & forse rovinata”. Temeva fosse distrutta. Non poteva sapere che 424 anni dopo, nel 2006, sarebbe tornata intatta.
3 DATE, 550 ANNI DI STORIA
1476: Maestri umbro-toscani dipingono l’affresco. Committente: principe Girolamo Sanseverino, per la guarigione del figlio Bernardino. Fonte: Annali del Convento, citati da Toscano.
1582: Luigi di Maratea dipinge la nuova pala. L’affresco viene murato. Iniziano 424 anni di oblio. Solo Toscano e Perrimezzi ne salveranno la memoria.
2006: Dopo 530 anni dalla pittura, l’affresco torna alla luce. Dal 2006 al 2026: 20 anni.
COSA VEDI OGGI: L’AFFRESCO LETTO CON TOSCANO
1. LO SFONDO: CORIGLIANO NEL 1476
Dietro le figure, i panorami della Corigliano quattrocentesca: le torri del Castello Ducale, le mura. Fonte: Relazione Colalucci 2007. Toscano non poteva descriverli: non li vide.

2. LA SANTISSIMA TRINITÀ
Dio Padre regge la croce. Tra la barba e il legno vola la colomba dello Spirito Santo. È il “Trono di Grazia” che Perrimezzi chiama “Trono di Gratia sopra”.
3. LA SPIRITUALITÀ MARIANA DI SAN FRANCESCO
“Fa bella mostra di sé la Vergine Maria – Regina degli angeli e dei santi – con in braccio il Bambino”.
Nota minima: Padre Lucas Montoya, Coronica general, 1619, citato da Toscano: “La sua devotione alla Madre di Dio era sì grande, che non passava hora senza salutarla con l’Ave Maria”. Per questo Maria è Regina al centro: per Francesco, la via a Cristo passa da Lei. Il “sì” dell’Annunciazione, dipinto ai lati, è il modello della Charitas minima.
4. ELIA E GIOVANNI BATTISTA: I MODELLI DEL SANTO
In basso, “il profeta Elia e Giovanni il Battista”.
Nota su Elia: Padre Hilarion de Coste, Eloges, 1643, ripreso da Perrimezzi: “I Minimi hanno per padre Elia, che sul Carmelo visse di silentio e di fuoco”. Elia è il modello dell’eremo. Francesco visse 5 anni in grotta come lui.
Nota su Giovanni Battista: Toscano, Storia cronologica, p. 212: “Il Battista fu lo specchio della penitenza, nel quale il nostro Patriarca si mirava di continuo”. Vestito di pelli, nel deserto. Francesco lo imitò nella tunica e nel digiuno.
I NUMERI. OGGI.
550 anni: età dell’affresco.
424 anni: coperto, 1582-2006. Solo Toscano e Perrimezzi ne scrissero.
20 anni: dal ritrovamento diretto da Mario Candido ad oggi.
337 anni: da quando Toscano ne scrisse nel 1689 al ritrovamento del 2006.
L’APPELLO A 20 ANNI DAL 2006
Padre Isidoro Toscano nel 1689 scrisse di questo affresco senza vederlo. Mons. Giuseppe Perrimezzi nel 1721 lo diede per “forse rovinato”.
Noi, dal 2006, possiamo vederlo. Sono 20 anni.
Questa domenica, fai quello che Toscano e Perrimezzi potevano solo sognare: entra, alza gli occhi sopra il coro di Peluso, e guarda cosa ha visto Girolamo Sanseverino nel 1476.
Dov’eri nel 2006? Se hai meno di 20 anni, per te l’affresco c’è sempre stato. Tagga uno studioso, un frate, un nonno. Chiedigli se conosceva le pagine di Toscano e Perrimezzi prima del 2006.
NOTE E FONTI DOCUMENTALI
**** Ritrovamento: 2006. 20 anni fa. Fonte: Relazione Soprintendenza ABAP Cosenza, 2006.
**** Direzione lavori: arch. Mario Candido.
**** Restauro: Simone Colalucci, 2006-2007.
**** Padre Isidoro Toscano, Storia cronologica della Provincia di Calabria de’ Frati Minimi, Napoli, per Camillo Cavallo, 1689, p. 45: “Nella Chiesa maggiore di Corigliano, sopra l’Altar grande, vi era anticamente dipinta a fresco l’Immagine della Beatissima Vergine… nell’anno 1476”.
**** Mons. Giuseppe Perrimezzi, La Cronica dell’Ordine dei Minimi, Napoli, per Michele Luigi Muzio, 1721, Tomo II, p. 84: “Dietro la moderna icona ad oglio di Luigi di Maratea… sta nascosta, & forse rovinata, una pittura a fresco antichissima del 1476”.
**** Committenza 1476: Girolamo Sanseverino. Fonte: Toscano, op. cit., p. 45, che cita gli Annali del Convento.
**** Tela di copertura: Luigi di Maratea, 1582. Fonte: Firma.
**** Spiritualità mariana: Lucas Montoya, Coronica general de la Orden de los Minimos, Madrid 1619, lib. I, cap. 8, cit. in Toscano.
**** Elia modello: Hilarion de Coste, Eloges des Hommes Illustres, Paris 1643, p. 210, ripreso da Perrimezzi, op. cit., p. 210.
**** Giovanni Battista: Toscano, op. cit., p. 212: “specchio della penitenza”.
**** Paesaggio di Corigliano: Relazione Colalucci 2007.