Giorno 16 maggio un gruppo di rappresentanti di familiari di malati mentali hanno incontrato a Reggio Calabria la rappresentante regionale, nonché membro del direttivo nazionale, dell’Unasam (Unione Nazionale delle Associazioni per la salute mentale), Immacolata Cassalia,

persona altamente qualificata che mette a disposizione il proprio tempo per i bisogni di chi soffre. Questo incontro è nato dalla necessità che i familiari di persone che versano in condizione di sofferenza mentale, possano condividere le proprie esperienze ed esigenze con altri. La distanza, tra Corigliano-Rossano e Reggio Calabria, non è un ostacolo anzi il tutto è stato superato da un abbraccio di solidarietà e di progetti futuri che stiamo sviluppando e che sono diretti anche ad una prossima apertura qui a Corigliano-Rossano, di uno sportello dell’Unasam. La salute mentale fa paura, infatti i nostri ammalati e le nostre famiglie sono abbandonati a se stessi sia dai politici che dai dirigenti dell’Asp/Cs. Sul nostro territorio da quasi 20 anni opera il CSM (Centro di salute mentale), struttura che doveva servire per fornire ai malati un piano terapeutico, purtroppo però nei fatti ciò non avviene, e che dire poi della Regione Calabria che ha letteralmente abbandonato queste persone con tutte le difficoltà e le conseguenze che devono subire i familiari. Un CSM che opera con un solo assistente sociale che viene utilizzato solo per 18 ore verso i malati, mentre nelle altre 18 ore viene destinato ad “altri servizi”. L’incontro avuto giovedì scorso è stato voluto anche per discutere dallo stato di abbandono in cui versano questi malati e le loro famiglie, alla Cassalia abbiamo voluto segnalare la mancanza di un servizio riguardante la riabilitazione del malato, la mancanza di figure professionali che possono mettere in atto la riabilitazione, la mancanza di una rete assistenziale adeguata al nostro territorio e che possa intervenire in maniera serie e puntuale nei confronti di tutti quei malati che rifiutano le cure, ma abbiamo rimarcato anche e soprattutto la mancanza di un centro diurno. Altro aspetto che vogliamo far rilevare è quello che stiamo verificando in questa campagna elettorale. Ebbene fin qui i tre candidati alla carica di sindaco non hanno spesa una sola parola sulla salute mentale, eppure, purtroppo, molti nostri giovani vivono questo problema. Così come tutti coloro che ambiscono ad un posto nel Parlamento Europeo, silenzio assordante. Eppure l’OMS (l’organizzazione mondiale della Sanità) la salute mentale la mette al primo posto come malattia da affrontare in maniera seria, così come i Lea (livelli essenziali di assistenza) che qui in Calabria non raggiungono nemmeno i livelli di sufficienza. Nonostante ciò comune formuliamo a tutti i candidati un sincero in bocca al lupo. Noi rappresentanti delle famiglie che vivono il disagio della malattia mentale, in ciò supportati dalla Cassalia, vogliamo far valere i nostri diritti e chiediamo la partecipazione alle nostre iniziative di altri familiari che vivono gli stessi nostri problemi. Il disagio e l’amarezza sono davvero tante, ecco perché se non riceveremo risposte concrete da parte della classe politica nonché dai dirigenti dell’Asp/Cs, metteremo in atto tutte quelle forme di lotta per far si che vengano riconosciuti i diritti previsti dalla legge per questa malattia che spesso viene ignorata e discriminata.

 In rappresentanza delle famiglie che vivono il disagio della malattia mentale

Salvatore Perrella  e  Lucia Pulice 

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