E’ necessario rendere operativa la sede distaccata dei vigili del fuoco di Acri.

E’ quanto chiede in una lettera indirizzata, tra gli altri, al comandante provinciale dei VV.FF., Giuseppe Bennardo, e al sindaco della cittadina silana, Pino Capalbo, il segretario provinciale della Uil-Pa, Gianfranco Macrito. L’esponente sindacale nella missiva parte dall’assunto che già oltre otto mesi fa, con due distinte note, “abbiamo rappresentato la necessità di rendere operativa la sede distaccata dei Vigili del Fuoco di  Acri. A distanza di oltre otto mesi – sottolinea Macrito - ancora nulla di concreto è emerso sull’operatività di tale sede.  Codesta organizzazione sindacale – scrive l’esponente provinciale della Uil - non può fare a meno di ricordare che il Comando di Cosenza insiste sulla provincia più  grande della Calabria nonché una delle più grandi di tutta Italia, con circa la metà del territorio  presente sulla Regione e con un’ estensione di circa 6709 km² per 690.500 abitanti.  In questa realtà è chiaro che la consistenza attuale delle squadre di soccorso pari a 6 sedi distaccate e 1 in centrale appare inadeguata. Il soccorso attualmente è integrato in modo “non continuativo” da 1  sede volontaria ovvero Trebisacce. Per il distaccamento di Acri – è la constatazione di Macrito - il discorso è molto importante in  quanto ricopre una posizione predominante nella zona e la sua attività garantirebbe la copertura di un  territorio molto vasto e irraggiungibile da coprire dalle squadre permanenti che oggi garantiscono il  servizio in quella zona. Si pensi che Rende, la sede distaccata che ricopre questo territorio ci impiega circa 1 ora ad arrivare ad Acri, e per San Giacomo d’Acri circa 1 ora e 30.  Come ben sappiamo il Ministero dell’Interno con Decreto del 20 Luglio 2020 ha previsto un periodico monitoraggio dei distaccamenti volontari per razionalizzare anche l’impiego delle risorse  disponibili e, ove necessario, qualora questi ultimi non risultassero più attivi, provvedere al 31  Dicembre 2021 alla soppressione ( come già avvenuto per la sede di Pianolago-Mangone ). Per questo chiediamo – conclude Macrito - che vengano adottate fin da subito le dovute iniziative atte a consentire il  recupero di operatività e non la soppressione, attraverso l’attivazione di una squadra, che sia  stagionale per periodo di alto rischio incendio boschivo, oppure mista a lungo periodo, l’importante  che garantisca una statistica al distaccamento di Acri.  Evitare la soppressione della sede dei Vigili del Fuoco di Acri, significherebbe peraltro evitare che i  “fondi” non siano stati spesi inutilmente per l’istituzione il mantenimento nonché l'ultimo  adeguamento dell'immobile avvenuto pochi anni prima della sua inattività”.

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