Proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti del comune di Corigliano-Rossano da parte dei sindacati Cgil-Cisl e Uil.

La notizia è stata diffusa dalle stesse organizzazioni sindacali che questa mattina hanno inviato la comunicazione al prefetto di Cosenza, Paola Galeone, ed al Commissario prefettizio, Domenico Bagnato. I segretari della Fp-Cgil comprensoriale, Vincenzo Casciaro, del Nidil-Cgil, Vincenzo Laurito, della Fp-Cisl, Pierpaolo Lanciano e del Uil-Fpl, Susanna De Marco, motivano lo stato di agitazione con il fatto che sulla vicenda dei 149 lavoratori contrattualizzati ex Lsu-Lpu dell'ente, da parte del Comune fin qui non sono giunte al sindacato le informazioni richieste già da tempo che riguardano la volontà dell'ente locale di attivare tutte le iniziative idonee a favorire l'assunzione a tempo indeterminato di questi lavoratori. Qui di seguito si trascrive la comunicazione che i sindacati hanno inviato a prefetto e commissario questa mattina: " Le Scriventi OO.SS. FP CGIL Comprensoriale, FP CISL Provinciale e UIL FPL Provinciale, a nome e per conto dei propri iscritti e dipendenti del Comune Corigliano-Rossano, con la presente COMUNICANO la proclamazione dello stato di agitazione ed attivano le procedure di raffreddamento previste dalla Legge 146 del 1990 e successive modifiche per lo sciopero nei servizi alla collettività. La necessità di attuare uno stato di agitazione, è determinata dalla circostanza che il Comune di Corigliano-Rossano aveva assunto precisi impegni, in sede di Commissione Paritetica, di elaborare in maniera preventiva la determinazione del costo del Personale in funzione delle risorse occorrenti per la definitiva stabilizzazione del Personale ad oggi contrattualizzato. Appare di tutta evidenza che, in assenza di dati certi, le scriventi 00.SS. sono impossibilitate a proseguire qualsivoglia ragionamento in termini di stabilizzazione del Personale contrattualizzato. Pertanto si comunica che in difetto di tempestiva risoluzione delle problematiche sopra esposte e trascorsi i tempi previsti dalla Legge 146, saranno adottate altre iniziative di lotta ivi compreso lo sciopero".

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