di Francesco Forciniti - Parlamentare -

Le Camere sono sciolte, il governo è dimissionario, la maggioranza apparentemente sgretolata, eppure tutti insieme continuano ad approvare provvedimenti vergognosi.

Oggi hanno fatto passare la riforma della giustizia tributaria, che fra le altre cose rafforza la dipendenza del giudice dal Ministero dell'economia, visto che a quest'ultimo è affidata la nomina dei nuovi magistrati tributari, la gestione del loro status giuridico ed economico, nonché l'organizzazione delle segreterie. Avete capito bene: il giudice tributario, che si pronuncia sui giudizi che vedono il MEF come parte in causa contro cittadini e imprese, dipenderà sempre di più dal MEF stesso. Alla faccia dell'indipendenza del giudicante! Questa roba l'hanno votata anche quelli che non più tardi di due mesi fa hanno fatto campagna referendaria per la separazione delle carriere, dicendoci che il giudice per essere imparziale dovrebbe stare in un ordine diverso da quello del pubblico ministero. Il trionfo dell'ipocrisia.

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