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Le questioni relative all’ (in)agibilità e al malfunzionamento degli edifici scolastici in Corigliano-Rossano, è questione antica, messa tra l’altro al centro (non da tutti) della trascorsa campagna elettorale comunale.

Il malfunzionamento e la mancanza di manutenzione è un gravame tramandato da decenni e, difficilmente ( visti anche lo stato della burocrazia) può trovare soluzioni immediate e complete. Ma ciò a cui stiamo assistendo è davvero l’apologia del pasticcio amministrativo: famiglie trattate come pedine, a cui stravolgere da un giorno all’altro la vita, nessuna idea concreta di soluzione dei problemi, nessuna programmazione o certezza dei tempi. Ma andiamo per ordine: stiamo scrivendo dell’edificio scolastico Ariosto, area urbana di Corigliano Scalo, scuola all’avanguardia in Calabria per qualità dei docenti, didattica ed offerta formativa, retta da una dirigente, Susanna Capalbo, di altissimo profilo. La struttura, come altre, versa da tempo in condizioni di sicurezza precarie. Le condizioni tecnico strutturali, che avrebbero inesorabilmente portato al decreto di inagibilità, ERANO NOTE ALL’AMMINISTRAZIONE DA FINE AGOSTO 2019. in quel periodo, proprio la giunta aveva dato corso ad una serie (poche in verità) di sopralluoghi delle strutture scolastiche. Da agosto, Stasi, conosceva le condizioni fatiscenti dell’Ariosto, anche perchè oggetto di segnalazioni negli anni da parte della dirigenza e di recenti provvedimenti del Commissario Bagnato. Il finanziamento di cui la Ariosto è beneficiaria, poi, nasce dalle richieste delle giunte precedenti e si stava concretizzando già da un due anni. I carotaggi, operazioni tecniche fondamentali, sono stati effettuati già a fine ottobre. Tutto lasciava presagire che sarebbe stata dichiarata inagibile e, tanto tuonò che piovve, si arriva al 23 di dicembre data in cui ciò si concretizza. E, quindi, dopo essere stata totalmente incapace, pur sapendo, di qualsivoglia programmazione, il 3 di gennaio, l’amministrazione, si sveglia di mattina, e decreta che da lì a poche ore oltre 250 famiglie avrebbero dovuto sconvolgere la loro vita ( e soprattutto quella dei propri figli) utilizzando la scuola nel pomeriggio, ospiti del plesso Amerise, in attesa di veder costruire un accampamento di prefabbricati in cui stipare alunni, docenti e personale. Ovviamente non pensiamo che a questa amministrazione possa importare di come un pezzo di città rivoluzioni la propria esistenza, degli impegni di 500 genitori (che spesso lavorano sfruttati e con orari assurdi...), della fine di ogni attività extrascolastica per 250 bambini, Vogliamo segnalare però che, oltre ( per chi può permetterselo) all’inglese, alla scuola calcio, alla danza, ci sono bambini che nel pomeriggio si sottopongono a cure. Nessuna programmazione per tempo, nessun rispetto per la vita già precaria dei nuclei familiari di Corigliano-Rossano. Sarebbe una barzelletta, purtroppo è vero. Tant’è che, nell’incontro del 4 gennaio, le famiglie non le hanno mandate a dire a Stasi, rifiutando compattamente l’improvvisato turno pomeridiano, costringendo il primo cittadino a rimangiarsi la proposta. Durante l’assemblea, il sindaco si è trasformato in un piazzista di roulotte e container, portando anche il catalogo e illustrando le virtù tecniche dei prefabbricati. Ma dove? A Corigliano-Rossano, capitale di alluvioni, dove l’urlo dell’agosto 2015 ancora squarcia l’aria, dove il Crati ancora ride beffardo in faccia agli abitanti di Thurio che hanno perso tutto? E per quanto tempo, visto che si parla di ricostruzione dell’Ariosto, senza aver chiaro nè il progetto nè tantomeno i tempi? La riprova della totale assenza di qualsiasi idea concreta, al limite della liceità, avviene infine il 5 di gennaio quando, a mezzo di ordinanza, il sindaco, non sapendo che pesci prendere, prolunga le ferie natalizie per la scuola Ariosto di ulteriori 7 giorni. Noi, insieme alle famiglie, ci opporremo con ogni forza a queta precarietà. Si dica, come e in quanto tempo, si ricostruirà la scuola! Si reperiscano immediatamente aule negli altri plessi scolastici (pari grado, ci sono) e si mettano ( di mattina) lì i bambini! Oppure Stasi cambi il suo ufficio del Garopoli ( visto che tra l’altrolo sta già svuotando....) con un container, e ci vada lui. L’accampamento di conteiner non ci si addice. E poi, potrebbe arrivare Salvini e confonderlo per altro....
 

Gino Promenzio, consigliere comunale di Civico e Popolare

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