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Fonte: www.corrieredellacalabria.it

di Luca Latella

«Ottimizzazione delle risorse, unificazione degli uffici per eliminare doppioni e sprechi ed offrire servizi migliori». La fusione di Corigliano Rossano porterà inevitabilmente ad un efficientamento della macchina comunale, alla quale l’amministrazione sta già lavorando da tempo, e per certi versi quelle direttive del sindaco Flavio Stasi a qualcuno costeranno “lacrime amare”.

Un accenno si è registrato alcune settimana fa: il solo “spiffero” che l’ufficio Urbanistica di Corigliano potesse essere accorpato a Rossano aveva sollevato una levata di scudi, con tanto di lettera dei dipendenti di Corigliano indirizzata al primo cittadino, forse infastiditi dal dover percorrere dieci chilometri per andare a lavorare, sbandierando le tanto temute spoliazioni dei centri storici che Stasi, per come dice spesso e volentieri, non avallerà mai. Il sindaco al momento non ha dato luogo al trasferimento. Sarà stato il buon senso per evitare polemiche, sarà un piano solo congelato, sta di fatto che alcuni traslochi saranno necessari ed anche veloci. «L’ubicazione degli uffici – ha sempre detto il primo cittadino – non mi appassiona affatto. Il nostro unico dovere è efficientare la macchina comunale per offrire risposte migliori ai cittadini e non svuotare i nostri due centri storici». Una filosofia di pensiero chiara, ma che dovrà fare i conti con la “pari dignità” dei comuni prevista nella legge Delrio sulle fusioni, se è vero com’è vero che l’Area finanziaria e la Ragioneria, da Rossano saranno trasferite a Corigliano. In questo “balletto” fra l’uno e l’altro municipio – che potrebbe essere smorzato dalla cittadella dei servizi in contrada Insiti prevista dalla legge regionale che ha istituito il comune di Corigliano Rossano, ma che Stasi non intende realizzare – si mormora che l’Avvocatura coriglianese possa muoversi alla volta di Rossano. Il viaggio inverso, riferiscono i bene informati, potrebbe essere intrapreso, ancora, dai Servizi sociali mentre di difficile decifrazione sembra, al momento, l’ubicazione della Polizia municipale. A proposito di Area finanziaria e Ragioneria già sulla via di Corigliano, potrebbero essere dirette da un nuovo dirigente che sarà reclutato attraverso la mobilità volontaria fra enti, pianificata dal fabbisogno del personale approvato dall’amministrazione comunale. Dovrebbe trattarsi, di Giuseppe Sifonetti, peraltro un ritorno poiché già in servizio a Rossano durante la sindacatura Filareto. Rossanese, si trasferirà nella sua città dopo l’esperienza maturata nello stesso settore come dirigente del comune di Genzano, nella cintura metropolitana di Roma. In molti, però, prima che si inneschino a cascata tutta una serie di trasferimenti degli uffici, attendono un modello testato con tanto di business plan che misuri l’incidenza del servizio sul territorio ed un quadro organico di distribuzione da presentare e discutere in Consiglio comunale, poiché le sole linee di indirizzo del Regolamento degli uffici e dei servizi, dovrebbero essere di competenza consiliare. Lo step successivo, in un piano ampio di riorganizzazione della macchina comunale, potrebbe essere rappresentato dall’istituzione dei municipi, proprio per avvicinare i cittadini all’ente, previsti in un massimo di sette dalla legge regionale che ha partorito la fusione che, come tutte le grandi rivoluzioni sociali, ha bisogno di tempo per essere “metabolizzata”. NASCE LA MICROSTRUTTURA COMUNALE Dal palazzo di Città, frattanto, in una nota l’amministrazione da notizia di una delibera approvata dalla giunta oggi, proprio per ottimizzare la macchina amministrativa, con un riassetto dell’apparato burocratico sulla scorta di principi e di criteri metodologici indicati dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC). E con una ambizione: «Fare finalmente di Corigliano-Rossano una città normale». La segreteria generale  si raccorda con quattro uffici: coordinamento e controlli per la fusione; ufficio anticorruzione; ufficio controlli successivi e auditing; ufficio per i procedimenti disciplinari. Il sindaco è legato da un rapporto funzionale con quattro unità di staff: Polizia locale; Protezione civile; Staff di supporto e coordinamento; Unità di Progettazione Strategica e Sviluppo. Sono cinque le macro-aree, a loro volta articolate in settori. L’area Servizi alla Persona, con i due settori Politiche di Promozione Sociale e Servizi Demografici ed elettorali. L’Area Amministrativa, di cui faranno parte i settori Affari Generali, Risorse umane ed informatizzazione, Avvocatura Civica. Rientrano nell’Area finanziaria, i settori bilancio e servizi finanziari, Tributi, patrimonio ed appalti. L’Area Assetto del Territorio è articolata in Urbanistica e Commercio e Lavori Pubblici. Sono ricompresi, infine, nell’Area Ambiente e Reti i settori Ambiente ed energia, Reti e Manutenzione. Nella delibera è previsto, infine, un dirigente a capo di ciascun settore e la possibilità che alcuni settori siano gestiti ad interim e la direttiva ai dirigenti ed al segretario generale di realizzare –sentita la Giunta – i processi di rotazione e di mobilità interna necessari «per garantire quella discontinuità gestionale, oggettivamente funzionale al miglioramento dell’efficienza amministrativa in termini di performance e di spinta motivazionale». 

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