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Da anni in pensione, da anni in attesa di vedersi liquidato il trattamento di fine rapporto. Con gli enti interessati che si rimpallano le responsabilità. Sarebbero decine i lavoratori, un tempo dipendenti del Consorzio di Bonifica integrale dei bacini dello Jonio cosentino a vivere una situazione di totale incertezza in ordine alla mancata liquidazione del proprio Tfr.

Lo denuncia il consigliere regionale Gianluca Gallo. «Negli ultimi giorni» spiega Gallo, «ho ricevuto diverse segnalazioni sull’argomento. Diversi i casi riscontrati, più o meno identici: gente che dopo aver lavorato per almeno 30 anni, è stata posta in quiescenza tra il 2016 ed il 2017 e che ad oggi, nonostante una situazione contributiva regolare, non ha ancora ricevuto il Tfr». Prosegue il capogruppo della Cdl: «Tutti gli interessati si sono ovviamente rivolti ai vertici del Consorzio, che ha la sua sede legale a Trebisacce. Ad oggi, però, nessun provvedimento concreto è stato ancora adottato». Neppure ha sortito effetto la richiesta di chiarimenti indirizzata alla Regione: «Invitati a rivolgersi al Dipartimento Agricoltura poiché indicato come presunto responsabile della situazione per via del mancato trasferimento delle necessarie risorse – aggiunge Gallo – gli ex lavoratori del Consorzio, recatisi a Catanzaro, hanno ottenuto una pacca sulle spalle e la sollecitazione a tornare a bussare alle porte del Consorzio, al quale poi lo stesso Dipartimento ha scritto per ottenere chiarimenti, evidentemente ritenendosi esente da qualsivoglia responsabilità». Sottolinea l’esponente della Cdl: «Ad oggi non è dato sapere se e cosa il Consorzio abbia risposto alla Regione, e se e cosa la Regione abbia intenzione di fare per tutelare gli ex dipendenti. Di certo v’è solo lo stato di disagio in cui gli stessi e le loro famiglie vivono, non potendo fare affidamento su somme che ritenevano sicure, pur avendo negli anni versato fino all’ultimo centesimo i contributi dovuti, con inevitabili ripercussioni, quali le difficoltà incontrate nel sostenere spese mediche urgenti, legate anche all’età avanzata, o nel garantire il prosieguo del percorso di studi dei propri figli». Conclude Gallo: «E’ evidente la necessità di un chiarimento urgente ed immediato sulla questione. Sono note le difficoltà economiche degli enti consortili, ma se pure le ragioni di un così grave ritardo dovessero risiedere in esse, ciò non basterebbe a giustificare il silenzio opposto ai lavoratori ed un così grave, consistente ritardo. Non dovessero intervenire fatti nuovi nel volgere di qualche giorno, non esiterò a portare la questione all’attenzione del consiglio regionale, attraverso un’interpellanza volta a sensibilizzare il governatore, evidentemente sin qui poco interessato alla vicenda».

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