Tanto tuonò che piovve. Indifferente agli appelli provenienti da più parti e soprattutto alle indicazioni formulate in maniera unanime dal Consiglio, la Giunta regionale ha lasciato che passasse invano anche il termine ultimo del 30 Giugno.

Col risultato che ad oggi sono scaduti i contratti che legavano le strutture socio-assistenziali alla Regione e le attività vengono ora garantite in assenza di regole giuridiche e tecniche. Lo segnala il consigliere regionale Gianluca Gallo. «Nel corso dell'ultimo anno e mezzo», ricorda il capogruppo della Cdl, «attraverso precisi atti istituzionali fatti propri all'unanimità dal Consiglio e dalla Terza Commissione, io ed altri colleghi di opposizione e pure di maggioranza abbiamo avanzato a più riprese richieste, suggerimenti, proposte. Il muro alzato dal governatore ha però impedito ogni soluzione, favorendo al contrario una paralisi che rischia di favorire pochi, scaricando ogni costo sui calabresi». Osserva Gallo: «L'ostinazione di Oliverio ha sin qui ostacolato una discussione che portasse ad esempio alla sottoscrizione di addende, con notevole disagio finanziario e legale: non solo ai soggetti operanti nel settore non è possibile fatturare ed avere accesso al sistema bancario, ma gli stessi sono esposti a gravi responsabilità verso i cittadini, ai quali pure continuano responsabilmente ad erogare i servizi socio-assistenziali senza alcuna tutela giuridica». Prosegue Gallo: «Non bastasse, da ultimo a fine Giugno sono giunti a scadenza i rapporti contrattuali in essere. Così chi oggi, responsabilmente, continua a garantire i servizi ad anziani, minori e persone con disabilità lo fa praticamente a proprio rischio e pericolo, con evidenti ricadute negative sugli assistiti, catapultati dalla Regione nel limbo dell'incertezza. Ma in pericolo sono anche le migliaia di lavoratori del comparto, che rischiano di perdere il lavoro e di veder fallire le loro strutture». Aggiunge l'esponente della Cdl: «Non vorremmo che il tutto fosse subordinato alla volontà di creare le condizioni per poter imboccare con facilità la strada dei bandi ad evidenza pubblica: servizi ad personam di assistenza potrebbero non essere più parametrati sulle reali esigenze dei loro destinatari, ma trasformati in merce e fatti oggetto di procedure al massimo ribasso. Insomma, chi praticherà lo sconto maggiore vincerà la gara, senza alcun riferimento ai criteri invece essenziali della qualità e delle reali esigenze dei destinatari delle attività stesse».

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