Che non fosse iniziata sotto i migliori auspici, l’Amministrazione Geraci, ebbe modo di rendersene conto fin da pochi mesi dopo l’insediamento quando, nel febbraio 2014, arrivò la famosa Deliberazione n.12 emessa dalla Sezione Regionale della Corte dei Conti

all’interno della quale venivano cristallizzate numerose criticità, rilievi e prescrizioni in capo all’Ente. Ove mai fosse possibile, l’Amministrazione Geraci è riuscita a concludere ancora peggio lasciando in eredità alla Città Unica un colossale ammontare di debiti il quale, a mio modesto avviso, inficerà il destino della nuova Città Unica per molti anni a venire, soprattutto in relazione alle modeste capacità riscossive dimostrate dalla macchina comunale nel corso degli anni e sulle quali si sono spesso soffermati i vari collegi dei revisori. Ma entriamo nello specifico. La Commissione Straordinaria, con l’approvazione del rendiconto 2012, l’ultimo prima dell’insediamento di Geraci, aveva certificato al 31 dicembre 2012, all’interno del “conto del patrimonio” comunale, l’esistenza di 51,9 milioni di euro di debiti dei quali 23,1 milioni a titolo di “debiti di finanziamento”. L’Amministrazione Geraci, nel corso della consiliatura in conclusione, e come da conto del patrimonio recentemente approvato in Consiglio Comunale (aggiornato al 31 dicembre 2017) ha portato l’ammontare del debito totale Coriglianese ad oltre 63 milioni di euro (+ 11 milioni di euro rispetto al 2012) dei quali ben 36,5 milioni di euro riferiti ai soli debiti di finanziamento (+ 13,4 milioni rispetto al 2012). A conti fatti l’Amministrazione Geraci, nel corso dei 5 anni di consiliatura, ha aumentato il debito complessivo in capo ai Cittadini Coriglianesi del 21,4% e, addirittura, ha aumentato i debiti da finanziamento del 58% passando, come detto, dai 23,1 milioni del 2012 agli oltre 36,5 milioni attuali. Il debito complessivo odierno, pari ad oltre 63 milioni di euro (122 miliardi delle vecchie lire), rappresenta sicuramente un “risultato” ben poco invidiabile per la nostra Città. All’escalation sul debito, inoltre, si è unita anche quella della spesa corrente. Infatti, mentre nel 2012 vennero impegnati dalla Commissione Straordinaria a competenza poco più di 22 milioni di euro, nel corso del 2017 sono state impegnate dall’Amministrazione Geraci, per la stessa competenza, spese correnti per oltre 25 milioni di euro (+ 3 milioni rispetto al 2012). Per rendersi conto dell’entità di tali cifre, basti pensare come i fondi statali dei quali potrà disporre la Città Unica in seguito alla realizzata fusione potranno ammontare al massimo a 3 milioni di euro l’anno per 10 anni. Dunque, si comprende perfettamente come tale somma massima, 30 milioni di euro, rappresenterebbe alla fine dei 10 anni (nel 2028), nemmeno la metà di quanto ammonta già ad oggi il solo debito complessivo, oltre 63 milioni di euro, in capo alla sola “sponda” Coriglianese di bilancio. Per comprendere, con un ulteriore esempio, quanto sia colossale l’ammontare del debito attuale della sola Corigliano (63 milioni) in rapporto ai benefici economici totali derivanti dalla fusione (3 milioni l’anno per 10 anni) basti immaginare come l’Amministrazione Geraci, solo quest’anno, abbia pagato quasi 1,8 milioni di euro per restituire quota capitale e quota interessi sul debito comunale. Dunque, e solo a voler considerare la parte Coriglianese della Città Unica, ben il 60% dell’intero contributo massimo annuale concedibile per la fusione verrebbe “bruciato” dalla sola Corigliano per il pagamento della quota capitale ed interessi esclusivamente di sua pertinenza. Come verranno ripagati tutti questi debiti? Semplice. Li ripagheremo noi Cittadini con tasse e tributi sempre più elevati e/o servizi sempre più risicati. Ma di questi e tanti, molti altri, argomenti avrò modo di parlare specificamente nel corso di un prossimo incontro pubblico con tutti i Cittadini della Città Unica.

Dott. Enzo Claudio Gaspare SIINARDI

 

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