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di Aldo Jacobini

Cassano all'Ionio, 30 settembre 2019, Parrocchia Santa Maria di Loreto.

Emanuele Locatelli, scout, divulgatore delle Aquile Randagie, ha raccontato alla città “una pagina della storia resistenziale italiana” veramente poco nota; i protagonisti sono un gruppo di giovani scout lombardi che a partire dagli anni Venti, quando tutte le associazioni giovanili vennero chiuse per decreto dal Duce, decisero di non mollare il fazzolettone e di continuare a incontrarsi in clandestinità.

L’evento di oggi è stato organizzato dal “Gruppo Scout Cassano 1”, in collaborazione con l’Ente e Fondazione “Mons. Andrea Ghetti” Baden che si occupa di far conoscere e portare avanti il pensiero delle Aquile Randagie. Emanuele Locatelli è lo scout che si occupa materialmente, per conto della Fondazione, di illustrare doviziosamente il racconto. I lavori sono stati introdotti dal Parroco don Peppino De Cicco; hanno  presenziato i Capi suor Caterina Croci e Andrea Selvaggi e l’assistente ecclesiastico don Maurizio Bloise. Tanti gli scout presenti insieme alla cittadinanza.

I protagonisti del racconto sono ragazzi che decidono di resistere al fascismo creando le Aquile Randagie: giovani, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, che continuarono le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza.
Questi ragazzi, tra i 14 e i 20 anni, hanno dimostrato coraggio, adesione, spirito di sacrificio e lealtà al Paese; valori che, soprattutto oggi, devono essere memoria storica e viva.
Nel corso dell’incontro sono state ripercorse le tappe del gruppo dagli anni Venti fino alla fine della guerra. In un primo tempo il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da Milano, e ne fa la sua base per "campi e uscite clandestine". Il fascismo non li ignora, li segue, li spia, arrivando a pestare a sangue Kelly, che perde l'uso di un orecchio, ma come è accaduto con altri gruppi resistenziali non li riesce a fermare. "Avevano fatto una Promessa -racconta Aureli- di servire la Patria e di aiutare il prossimo, e quindi con l'uniforme sotto gli abiti borghesi, e sempre alla ricerca di qualche luogo dove indisturbati poter proseguire le loro attività all'aria aperta, questi giovani fedeli (alla promessa) e ribelli (al regime) sfidarono il fascismo per anni, portando avanti gli ideali di solidarietà e speranza propri dell’Associazione Scout”.

Con l'inizio della guerra poi e dopo l'8 settembre, il coinvolgimento con la Resistenza è stato via via maggiore, fino alla fondazione dell'”OSCAR". Oscar è l'Organizzazione Scout Cattolica Assistenza Ricercati, un'organizzazione che con azioni mirate permetterà di far superare il confine italiano e raggiungere la Svizzera a più di 2.000 persone ricercate dai nazifascisti: ebrei, perseguitati politici e chiunque avesse bisogno di fuggire le persecuzioni e una probabile morte.

Ma quello che più colpisce di questa storia è che alla fine della guerra, clamorosamente e con coerenza, le Aquile Randagie tuteleranno tedeschi e italiani autori di violenze, ricercati dai partigiani, chiedendo per loro una giusta pena con un processo giusto.

La strada di questi giovani, per lo più da esordienti, si incrocerà con quella di personaggi storici come il Cardinale Schuster, monsignor Montini (che sarà Paolo VI) e naturalmente Sir Robert Baden Powell, il fondatore dello scoutismo internazionale.


Si facevano chiamare Aquile Randagie i ragazzi del gruppo di scout di Milano, Monza e Parma che svolgevano attività giovanili clandestine durante il periodo del fascismo. Una legge (la n. 5 del 9 gennaio 1927), una delle cosiddette Leggi Fascistissime, aveva decretato infatti lo scioglimento dei Reparti scout nei centri inferiori a 20.000 abitanti e l'obbligo di inserire l'acronimo ONB (Opera Nazionale Balilla) nelle insegne dei rimanenti. Papa Pio XI fu costretto a dichiarare sciolta l'Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI) il 24 gennaio dello stesso anno. Il 9 aprile 1928 tutto lo scautismo fu dichiarato soppresso dal Consiglio dei Ministri.
Altri gruppi scout clandestini rimasero attivi in Italia negli anni del fascismo: uno di essi si riuniva addirittura a Palazzo Venezia, lo stesso dal cui balcone il Duce si affacciava per i suoi discorsi.

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