di Stefano Cassavia*

Il 26 febbraio scorso sulle coste calabresi, si è verificato un tragico naufragio. Una imbarcazione partita dalla Turchia, guidata da un tunisino, poi arrestato, con circa 200 persone a bordo, si è spezzata a pochi metri dalla riva del litorale di Steccato di Cutro.

Il tunisino “trafficante di esseri umani”, per far compiere l’attraversata ai tanti disperati che cercavano un futuro migliore, si è fatto consegnare fior di euro. Le autorità italiane erano state avvisate dell'imbarcazione che stava arrivando, fotografata anche dall'aereo di Frontex la sera di sabato 25 febbraio. In quella circostanza l'aereo di Frontex non riuscì ad " accompagnare" l'imbarcazione fino alla destinazione, perchè non aveva carburante sufficiente. La Guardia Costiera andò in mare per verificare la segnalazione, ma tornò indietro perchè il mare era molto agitato e purtroppo non riuscì ad arrivare fino al barcone. Come detto prima che il barcone potesse arrivare a riva  si spezzo in due, provocando così la morte di oltre 100 persone tra i quali anche tanti bambini. I cadaveri sono stati trovati anche a distanza di due settimane dal naufragio. Infatti di recente sono state trovate sei persone di cui non si conosce l’identità, tra cui un bambino di 8 anni. Dalle comunicazioni fatte in quei momenti drammatici delle autorità (Frontex, Guarda di Finanza e Guardia Costiera), sembra che alle autorità italiane sarebbero giunte informazioni sulla presenza del barcone in mare con il numero di persone a bordo, almeno 24 ore prima della tragedia. Ed è proprio per tutto ciò che l'Italia è già stata censurata del Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite, il quale ha accusato il nostro Paese di violazione del diritto alla vita. Purtroppo la stessa cosa avvenne l’11 ottobre 2013 allorquando a Lampedusa, le autorità italiane attesero molte ore prima d’intervenire, e in quella circostanza un barcone affondò provocando la morte di circa 300 persone. Per quanto accaduto lo scorso 26 febbraio oltre 40 associazioni della società civile italiana ed europea hanno depositato un esposto congiunto alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Cotrone, con il quale chiedono che siano fatte accurate indagini per stabilire le cause del mancato salvataggio. Per me questa tragedia si poteva e si doveva evitare. Sarebbe bastata maggiore attenzione e prontezza negli interventi di salvataggio, tenuto conto che le condizioni metereologiche erano abbastanza difficili quella notte. Tenuta sotto il dovuto controllo la rotta del barcone, questa tragedia non si sarebbe verificata.

* Studente

Crediti