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Il Vangelo di oggi: Mt 2,13-15.19-23: In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

 Contemplo: Dio non fa preferenze.

Dio ci sceglie tutti, nel senso che a tutti propone il sentiero tracciato per Cristo innanzitutto. Questo sentiero non è facile: anzi, a volte ci sembra impossibile percorrerlo. Ci sono molti ostacoli, e a noi vien voglia di tornare indietro, non di aggirarli o abbatterli. Gesù non fa così. Egli, pienamente Dio e pienamente uomo, accetta la strada terrena che il Padre gli chiede di calcare. Se il punto di partenza è il battesimo nel Giordano, sa benissimo che il traguardo sarà la morte vergognosa sulla croce. Questo secondo il linguaggio dell’uomo che non crede. Ma per la persona che ha fede questa ignominia si tramuta in meraviglia, perché dopo il duro legno del patibolo c’è la pietra rovesciata di un sepolcro vuoto. Gesù torna a vivere, per sempre, definitivamente. Anche noi siamo chiamati a fare la medesima esperienza, già a partire dalle nostre povere vite qui sulla terra. Siamo orgogliosi però del nostro punto di partenza: lo stesso del Cristo!

 Commento al Vangelo del giorno:

Questo è il Figlio mio, l’amato, nel quale mi sono compiaciuto. Il Padre si compiace del figlio che ha fatto la scelta di immergersi tra i fratelli peccatori. Il battesimo è la scelta fondamentale che Gesù condurrà per tutta la sua vita: è il Figlio che, conoscendo l’amore del Padre, si fa fratello, si mischia fra i peccatori, si immerge nella loro realtà, solidale con loro in un amore più forte della morte. Il battesimo è allora la vocazione di Gesù: riceve il nome di Figlio del Padre; ma è anche la sua missione; il suo essere figlio lo porta a essere fratello. La scena del Giordano richiama il Calvario: là si immergerà nella morte come qui nelle acque, là si squarciò il velo del tempio come qui si aprirà il cielo; là sarà riconosciuto figlio dal fratello più lontano e qui dal Padre. Il battesimo è il seme che cresce sino a diventare l’albero della croce. Ma noi che abbiamo ricevuto la sua vita lo riconosciamo già ora o dovremo giungere al Calvario per aderire totalmente a lui?

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