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di Damiano Guagliardi

L’amico Gennaro De Cicco ha annunciato la presentazione del suo ultimo libro PERCORSI E MOMENTI DI STORIA LOCALE ED OLTRE per sabato 1 ottobre. Una presentazione particolarmente attesa da noi sandemetresi, che scorrendo le quattrocento pagine possiamo recuperare parti della nostra memoria storica spesso dimenticate dalla frenesia della comunicazione digitale.

Il libro è strettamente concentrato su personaggi e fatti di S. Demetrio C. in testi, per lo più, già pubblicati nell’ultimo ventennio. Non è, tuttavia, un libro in cui prevale la frammentazione dei contenuti i quali, spesso, sminuiscono un lavoro molto complesso come quello che ci presenta Gennaro. L’unità del libro sta in una sorta di tessere, diversamente colorate, di informazioni sul paese in cui si ricompone il mosaico della micro storia sandemetrese, utile soprattutto per i decenni futuri, quando qualcuno vorrà curiosare su ciò che è avvenuto negli ultimi cinquant’anni della vita del paese. Gennaro è una personalità conosciuta, molto conosciuta, nella complessa galassia italo-albanese. Notorietà che ha acquisito, prima di tutto, nella sua lunga carriera di insegnante di francese e per la stima conquistata tra i colleghi.  E, nonostante la sua natura schiva e rispettosa, ha vissuto sempre in mezzo a una moltitudine di amici e compagni di percorso: nel mondo del calcio che lui ama tanto, negli anni della mitica Radio Skanderberg e, soprattutto, nella organizzazione e conduzione del Festival della canzone arbëreshe, oltre alle innumerevoli manifestazioni musicali in cui è stato invitato non solo come presentatore ed organizzatore, ma come esperto. Gennaro detiene un record che in molti trascurano: è il primo sandemetrese ad aver acquisito la Laurea in Albanese nella Università della Calabria. Siamo nel novembre del 1977, con la tesi su Girolamo De Rada e la sua poetica, relatore è il professor Francesco Solano. In seguito ha vinto il concorso a cattedra in Lingua e Civiltà Albanese per le scuole superiori, ma causa il fallimento della legge 482/99 non gli è riuscito di insegnare la materia che più ama. Nel ’78 fu, insieme a me, uno dei fondatori del Centro e Documentazione e Ricerca Arbëresh; insieme abbiamo fatto un viaggio in Albania nel 1979, durante il quale ho scoperto la sua grande carica goliardica, che apparentemente dissimula. Abbiamo trascorso episodi gioiosi di quel magnifico viaggio, soprattutto sul lago di Pogradec innevato straordinariamente. In quegli anni Gennaro, era anche impegnato lealmente nella politica amministrativa locale e, di lì a qualche anno, ha cominciato ad a scrivere articoli come corrispondente locale in alcuni giornali regionali. Diventato anche giornalista pubblicista, nel tempo ha affinato la tecnica di scrittura e d’impostazione della stessa, che gli è stata molto utile nel tradurre in testi monografici le sue esperienze dirette nelle attività che più ha amato: giocatore ed allenatore di calcio, intrattenitore e giornalista di Radio Skanderbeg, organizzatore e presentatore storico del festival della canzone arbëreshe.  Di questi tre amori non si è dimenticato in questi ultimi anni e appena ha lasciato il lavoro di insegnante si è buttato a capofitto nella sua video scrittura per regalarci tre testi: nel 2019 “Storia del Festival della Canzone Arbëreshe”; nel 2020 “Il Cielo….. in un pallone -Sandemetrese: piccole/grandi storie” e nel 2021 “Un curioso giocattolo”. Festival e canzone arbëreshe, Squadra di calcio in cui è stato calciatore ed allenatore, Radio Skanderbeg, sono tre temi di cui ha voluto scrivere. Con taglio giornalistico, lineare e sobrio, comprensibile a tutti, Gennaro ci racconta pezzi di storia locale che stavamo per dimenticare o al più rivivere episodicamente. Invece, questi libri, come l’ultimo che presenterà prossimamente, sono un piccolo scrigno di documenti per la comunità sandemetrese. Lo storico del domani saprà attraverso le foto e le formazioni delle varie squadre di calcio capire le origini della passione del calcio sandemetrese vissute dalla seconda metà degli anni sessanta. Così come, in questa epoca della comunicazione digitale, di cui non riusciamo a intuire il futuro sviluppo, chiunque sia interessato alla cultura immateriale arbëreshe non può prescindere dal testo di Gennaro sulla sua esperienza in Radio Skanderbeg. Roba da studiosi delle comunicazioni di massa per capire l’impatto avuto dalla radio su larghe fasce di popolazione bilingue e sulle riviste cartacee che negli anni ottanta operavano nelle comunità della nostra provincia. Fenomeno travolgente, di circa quindici anni, in cui radio e televisioni commerciali concentrarono le loro informazioni sui nostri punti di eccellenza identitari. Una riflessione necessaria ancora oggi per capire se la crisi linguistica o, al contrario, la sua resistenza ha un avuto qualche rapporto con le nuove forme elettriche della comunicazione. E poi il testo sul Festival, uno deposito di pepite linguistiche, ma anche di evoluzioni musicali e canore che sono un vero “Archivio” della lingua arbëreshe di quest’ultimi quarant’anni. I futuri linguisti, gli esperti di letteratura arbëreshe, i filologi o gli studiosi della nostra cultura identitaria potranno attingere a piene mani, anche su dati statistici che sono aggiunti successivamente con il Supplemento curato dall’amico Franco Perri. Sto scrivendo molto per un semplice post su Facebook, che comunque intendo inserire integralmente, ma non posso tacitare sui doni che Gennaro ha voluto offrire alla sua comunità, dalla quale è profondamente amato perché gli è istintivamente riconoscente. Gennaro non solo è un protagonista della storia arbëreshe di mezzo secolo. Va oltre: è la formica che ha raccolto e custodito la storia di Shën Mitri. I suoi testi saranno letti dal saggio storiografo prima di addentrarsi nella documentazione scientifica. Concludo con una affettuosa considerazione: Gennaro è un personaggio schivo, ma è, soprattutto, molto orgoglioso di quel che ha realizzato e non svenderà mai né la sua storia personale né il suo essere intellettuale organico nel confuso mondo dell’Arberia. Janà jè i fort.

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