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di Francesco Caputo

Settembre è il mese di ripresa per le attività scolastiche, lo Scalo, loc. Corigliano di Corigliano Rossano, inizia a riprendere il ritmo frenetico dell’ “ordinario”. Ma c’è un appuntamento di vecchia memoria che unisce le diverse generazioni, quello della terza domenica di settembre, la domenica dedicata ai festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie.

Quella Chiesa piccola, ma al tempo stesso immensa, racconta la storia e l’evoluzione dello Scalo, quella che per anni è stata una baracca dove si celebrava la Messa, solo la domenica, o quando era disponibile il sacerdote. Grazie all’interessamento della famiglia De Pasquale che oltre a donare la statua della Madonna, che tutti conosciamo e veneriamo, si impegnavano a trovare sacerdoti disponibili per le celebrazioni. Finalmente la parrocchia ebbe il suo sacerdote “fisso”, don Salvatore Barbieri che istituì, insieme ai suoi collaboratori, la terza domenica di settembre in onore a Maria delle Grazie. Tra i collaboratori c’era una donna arrivata, anni prima, da Castrovillari, che si impegnò in modo particolare nella Catechesi, nel coinvolgere tanti giovani alla vita della Comunità e se mancavano le strutture c’era la sua casa, piccola ma accogliente per tutti. Correvano gli anni 47/48, quella donna si chiamava Maria Le Voci. Nei primi anni 60, arrivarono gli Ardorini a Corigliano , i fedeli pensavano a uno dei tanti sacerdoti di passaggio. Al termine della Messa, uno di questi sacerdoti, si presentò alla Comunità: “Sono il vostro nuovo parroco”, era don Flaminio Ruffo. E così quella festa diventò un momento importante di preghiera e aggregazione non solo per Corigliano, ma anche per i Comuni limitrofi. Don Flaminio, Maria Le Voci, De Pasquale restano nella memoria e nel ricordo di una storia bella dal gusto delle cose semplici. E in quella “piccola” Chiesa si sono alternati don Vincenzo Longo, altra memoria storia di questa Città, don Alfredo Pisani, don Massimo De Novellis fino all’attuale parroco, don Vincenzo Ferraro che a breve saluterà la Comunità, che accoglierà don Angelo Pisani. Passano gli uomini, le stagioni, il tempo ma se si “passa” su via Nazionale non si può non entrare nella Chiesa “piccola” dello Scalo, dove ad accoglierci, da oltre 60 anni, c’è Lei, la Regina, tra tutte le donne del mondo l’unica “Diva”.

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