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Vangelo Lc 9, 11b-17:  In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Medita: Il dono di Gesù

“Voi stessi date loro da mangiare…..cinque pani e due pesci…..Recitò su di essi la benedizione.

Tutti mangiarono a sazietà.”

 

 Il Corpo e il Sangue di Cristo sono una meraviglia, un miracolo quotidiano! La solennità del Corpus Domini è stata voluta da Gesù stesso: apparso a Santa Giuliana di Liegi, fin dall’adolescenza chiedendole di farla celebrare. Papa Urbano IV, con bolla dell’ 11 agosto 1264, estese la festa a tutta la Chiesa, proprio nel tempo in cui era messa in discussione la presenza reale di Gesù nell’eucaristia. Gesù chiede ai discepoli di dare da mangiare: lui l’ha fatto incarnandosi e portando all’estremo il dono di sé nel pane e nel vino consacrati. Ha mantenuto la promessa di rimanere con noi per sempre. Adoriamolo! Nutriamoci di lui per saziare gli altri con la condivisione dei nostri beni e del nostro bene.

 

Contemplo: Sei un Dio dal cuore tenero

 

Come un pastore che abbandona le pecore al sicuro per andare in cerca di quella smarrita. Come una donna che spazza con cura la sua casa per trovare la moneta smarrita. Come un padre che va incontro al figlio anche se questi ha dilapidato metà dei suoi beni. Così sei tu, o Dio. Lo so che a molti non piace che tu vada in cerca, che sia tu a muoverti. Ti vorrebbero inchiodato sullo scranno del giudice, o minaccioso sulla porta di casa, o severo e accigliato all’ingresso del tempio. Ma tu sei un Dio dal cuore tenero, un Dio dal cuore di Padre, che vuole affrettare la riconciliazione, che non sopporta la vista del nostro pentimento, che vuole subito ristabilirci nella nostra dignità.

 

 

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