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(Gli Amanti senza volto - Magritte, 1928)

di Santina Manieri (*)

 L’ «Amor che move il sole e l’altre stelle» affermava il sommo poeta. Pur con la dovuta contestualizzazione, l’intuizione poetica dantesca è tale da toccare l’animo umano nella sua profondità, di suscitare emozioni e suggestioni positive, di evocare la potenza dell’ Amore.

Ma neppure l’ Amore, sentimento universale e multiforme, è sfuggito alle leggi del divenire e, nel suo percorso, la sua potenza  sembra essersi completamente dissolta fino al punto da diventare «Amore liquido».  «Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi» è, infatti,  il titolo del libro di Zygmunt Bauman, il teorico della società liquida, uscito nel 2003. Al centro della riflessione di Bauman vi è la «relazione umana» dell’uomo di oggi, una relazione fragile, leggera, flessibile.  «Amore liquido» ha al centro i rischi e le angosce del «vivere insieme e in disparte nel nostro mondo liquido-moderno», un mondo dominato dal consumismo, dal conformismo, dall’individualismo, dal «virtuale» e dal culto esasperato dell’apparenza e della mera esteriorità. Lo stesso Bauman ci spiega che molte relazioni al giorno d’oggi sono «connessioni» più che «relazioni».  Nel nostro mondo, sempre più social e meno sociale, le emozioni abitano i sentieri di esistenze solitarie in cui i valori rimangono, talvolta, un mero ideale a cui tendere senza nemmeno troppo slancio.

La cruda e  realistica analisi di Bauman, per quanto convincente, è, in verità, troppo triste e deludente. Non possiamo accettare, sopportare e rassegnarci a questa decadenza dell’Amore. Dobbiamo impegnarci per restituire all’Amore la sua «Bellezza», la sua forza e la sua luminosità. L’Amore è espressione della «Bellezza» dell’anima o dell’ «Anima bella». Il bello non è da concepirsi come un concetto estetico ma «etico» e religioso. È la bellezza dell’anima che suscita Amore e che ci fa vedere nell’ «Altro»  un prossimo da amare.  «La bellezza salverà il mondo» è una famosa frase di  Dostoevskij, una frase che mette in rima amore con dolore condiviso,  e rispetto della dignità dell’Altro. Una tale bellezza supera l’orizzonte dell’utilitarismo, di una bellezza esteriore, artificiale e fredda costruita dall’industria, di una bellezza senz’anima. 

Nel giorno di San Valentino, cerchiamo di celebrare l’Amore dandogli un significato  e un senso che vadano oltre i gesti consueti dettati dal consumismo e, se necessario, invochiamo anche il suo aiuto affinché ci soccorra nel rendere «solide» le nostre promesse di felicità, i nostri «per sempre» e  «finché morte non ci separi». Ricordiamoci, comunque, che quando si tratta di questioni di cuore e di Amore, tra Bauman , San Valentino e noi,  il primato spetta sempre e comunque a Noi.

(* Docente Liceo Scientifico Corigliano)

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