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Giacinto De Pasquale

Il processo di fusione è importante e quindi va caldeggiato, però è altrettanto vero che in questo percorso istituzionale è necessario coinvolgere altre componenti importanti della società civile.

E’ quanto scrivono i segretari regionali e territoriali di Cgil, Cisl e Uil ai sindaci di Corigliano, Giuseppe Geraci e di Rossano, Stefano Mascaro. Angelo Sposato e Giuseppe Guido della Cgil, Paolo Tramonti e Tonino Russo della Cisl, Santo Biondo e Roberto Castagna della Uil in una lettera aperta a Geraci e Mascari sostengono che: “ alla luce di una necessaria riforma della geografia istituzionale della regione Calabria, ritengono innegabile il valore e l’impatto politico, economico e sociale del processo di fusione istituzionale dei comuni di Corigliano Calabro e di Rossano autonomamente deliberato dai Consigli Comunali delle due Città che hanno approvato i rispettivi Atti di impulso. L’approssimarsi della data fissata per il referendum consultivo, però,- sottolineano le organizzazioni sindacali -  ci induce a ribadire che la gestione del processo poteva essere, probabilmente, migliore ed utile ad evitare una eccessiva personalizzazione di soggetti che hanno contribuito ad indebolirne la visione e la missione. Urge aprirsi al territorio, alle sue criticità ed opportunità, per costruire una consapevolezza informata nei cittadini che il 22 Ottobre dovranno esprimersi sulla possibile fusione tra i due Comuni. Per quanto brevemente esposto, e per favorire la costruzione di una partecipazione ampia della comunità in una fase così importante e delicata, siamo a richiedervi un incontro in cui si possa congiuntamente, Voi sindaci ed i rappresentati del sindacato confederale, ragionare, nel perseguire interessi collettivi e generali, del processo in corso e con particolare riferimento alla possibile convocazione congiunta dei consigli comunali aperti alle forte sociali, ad accordi di programma che proiettino già i due comuni verso un’altra dimensione, prevedendo appositi studi di fattibilità e sostenibilità economica/sociale o ragionando, sin da adesso, della bozza di statuto della nuova città. Siamo convinti – così termina il testo della lettera -  che si possa costruire, insieme, un piano di sviluppo e welfare che tenga conto della condizione della sanità e della rete ospedaliera, del distretto agroalimentare, del turismo, del porto e che ci metta nelle condizioni di costruire una strategia per l’elaborazione di una proposta di rilancio produttivo, sociale ed economico con al centro i bisogni e gli interessi della cittadinanza e del lavoro”.

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