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La sezione disciplinare del Csm, presieduta da David Ermini, ha deciso la misura cautelare del trasferimento di sede con cambio di funzione per il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, indagato dalla Procura di Salerno.

Ne dà notizia questa mattina il Fatto Quotidiano. L’ordinanza depositata in segreteria nei giorni scorsi stabilisce che il magistrato vada a Potenza come giudice civile «per aver violato – così si legge sul Fatto – i doveri di imparzialità, correttezza e riserbo». Una delle accuse “disciplinari” a Facciolla era quella di aver fornito dati “sensibili” a una persona non legittimata a detenerli, fatto che sarebbe emerso nel corso delle indagini. Il procedimento disciplinare si incrocia con l’inchiesta della Procura di Salerno, che ha chiesto il rinvio a giudizio per Facciolla. E riguardano il rapporto con Stm, società di proprietà di Marisa Aquino, ma gestita di fatto dal poliziotto cosentino Vito Tignanelli, e la gestione dell’inchiesta su Calabria Verde in relazione ad alcune interferenze con l’indagine Stige della Dda di Catanzaro. La misura cautelare del trasferimento era stata chiesta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Alla richiesta si era associata la Procura generale della Cassazione. UDIENZA RINVIATA A SALERNO Stamani era in programma l’udienza del gup per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio ma è stata rinviata per un difetto di notifica. Facciolla al momento resterà al suo posto in attesa della definizione del procedimento in tutti i suoi gradi. Sorpresa per il provvedimento è stata manifestata dall’avvocato Antonio Zecca, legale di Facciolla in sede penale ma non davanti al Csm, che ha evidenziato come gran parte delle accuse contestate dalla sezione disciplinare siano già state archiviate su richiesta della stessa Procura di Salerno nell’ambito del procedimento penale, che invece continuerà a gennaio per le altre contestazioni. IL LEGALE: «TUTTO SOSPESO, CI SARANNO LE IMPUGNAZIONI» Il legale di Facciolla, Antonio Zecca, ha precisato all’Agi che «al momento è tutto sospeso, perché ci saranno le impugnazioni consequenziali». Zecca,che difende Facciolla in sede penale ma non ha rappresentato il magistrato davanti all’organo di autogoverno della magistratura, dice che «è giunta l’ora che i cittadini possano esercitare un controllo non solo sull’esercizio della giurisdizione, visto che le sentenze sono emesse in nome del popolo italiano, ma anche sui procedimenti disciplinari che determinano singolari spostamenti di magistrati, proprio alla luce degli ultimi accadimenti che hanno innescato sicuro allarme sociale».

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