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Ha 23 anni è di Corigliano il presunto investitore del giovane cittadino di origine africana morto ieri sera presso l'ospedale di Rossano.

Il coriglianese D.R. del 1995 è stato sottoposto questo pomeriggio a fermo di polizia giudiziaria. I carabinieri della Compagnia di Corigliano dopo accurate indagini hanno rintracciato l'Alfa Romeo 147 che ieri sera intorno alle 21.30 ha investito e travolto il giovane africano che si trovava a bordo di una bicicletta,  nel tratto di strada tra le località Torricella e Brillia di Corigliano. I militari dell'arma avrebbero rinvenuto sulla carrozzeria dell'autovettura tracce evidenti dell'investimento ed anche macchie di sangue. Il proprietario del mezzo è stato portato in caserma ed alla fine avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Adesso tocca al magistrato della procura di Castrovillari confermare o meno il fermo. Il fatto di cronaca ha profondamente scosso non solo la comunità di cittadini africani e exstracomunitari presenti sul territorio coriglianese, ma anche tutta la città, in quanto la scena che si è presentata agli occhi dei primi soccorritori del giovane è stata davvero raccapricciante.  «Il ragazzo che è morto alle 23,35 di ieri sera dopo essere stato investito – dichiara Fabio Pugliese presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – è uno dei tantissimi extracomunitari che vivono nella piana di Sibari in condizione di sfruttamento. Lavorano per dieci e più ore al giorno (fino a quando c’è luce), per pochi ero l’ora e ritornano a casa quando è buio. Solo allora si dirigono a piedi o in bici nel posto più vicino dove poter fare la spesa». «Negli anni scorsi con la Diocesi di Rossano – Cariati – continua Pugliese – abbiamo avuto modo di distribuire per diverse sere molte pettorine catarifrangenti a tanti extracomunitari incontrati. Io personalmente, ho partecipato per più di una sera a questa bellissima iniziativa che mi ha permesso di capire la realtà di questo fenomeno e le condizioni in cui vivono queste persone». «Tutti sanno – afferma Pugliese – che di sera è facile incontrarli. Tutti conoscono il pericolo. Pochi percorrono la S.S.106, soprattutto in quel tratto a tarda sera prima di cena, rispettando le regole: basta andare in una sera qualsiasi per vedere la velocità di certe auto. È triste, infine, apprendere che chi lo ha investito non l’ho ha soccorso ma, ancora più triste, è leggere molti commenti sui social che spiegano meglio dell’Istat perché la Calabria non solo è la regione più povera d’Europa ma anche la meno colta».  «La Calabria – conclude Pugliese – non cambierà mai fino a quando non riuscirà ad elevarsi sul piano culturale uniformandosi alle altre regioni italiane ed europee. Spero che ciò possa avvenire prima o poi ed esprimo a nome dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” il più sincero e profondo cordoglio ai Familiari del ragazzo morto ed, insieme, la speranza che le forze dell’ordine possano al più presto rintracciare il fuggitivo responsabile di questo omicidio stradale».

 

 

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