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Il primo interrogatorio, o forse il secondo lo avrebbe tenuto martedì scorso, davanti al sostituto procuratore della Dda Camillo Falvo, il nuovo pentito Luciano Impieri che dai domiciliari passa ad una località protetta.

Ma “la nuova adesione” alla lista dei collaboratori di giustizia con molta probabilità è stata avviata negli ultimi 10 giorni, anche 15. In più occasione si sono mossi i vertici dell’Arma per scambiare “quattro chiacchiere” con la Dda in Procura, tra un processo e l’altro. Particolare che non sarebbe sfuggito all’occhio allenato di chi ha capito che c’era un nuovo pentito già da martedì scorso, quando il magistrato della distrettuale ha varcato la soglia del comando provinciale dell’Arma di Cosenza, dove ad attenderlo nel reparto della stazione di Cosenza Nord c’era chi, da lì a poco avrebbe dato una nuova chiave di lettura alla mala cosentina. E come se non bastasse anche Impieri, sempre secondo indiscrezioni, avrebbe onorato questo suo impegno con la giustizia, con una  “prova d’amore” per dare atto della sua credibilità, guidando i militari dell’Arma nel ritrovamento di armi. Adesso è da capire il perché Impieri abbia deciso di saltare dall’altra parte della barricata e mettersi al sicuro. Non certamente perchè doveva scontare carcere a vita oppure una pena detentiva fino a trent’anni. Impieri, 38 anni attualmente scontava ai domiciliari una condanna a cinque anni per associazione mafiosa nell’ambito del processo “Nuova Famiglia”, ritenuto appartenente al clan Rango – Zingari. Il pentito ha avuto un atto di coscienza oppure è stato colto dal timore (o raggiunto dalla notizia)  di essere candidato a qualche “pulizia” nell’organizzazione? Adesso che la maggior parte  di chi aveva in mano le redini dell’organizzazione è “dentro”, chi è rimasto fuori può avanzare la pretesa di mettersi al comando senza tenere conto di ordini e contrordini? Da non dimenticare che circa un mese prima i militari dell’Arma, e ultimamente gli investigatori della mobile, hanno rivenuto armi di una certa portata e tutte a via Popilia. E da non sottovalutare che a Cosenza è tornata a circolare con insistenza l’eroina e negli ultimi periodi le forze dell’ordine effettuano a raffica arresti per detenzione e spaccio di droga, a testimonianza che “la roba” in città cammina parecchio e, con molta probabilità, si riconferma uno dei canali di approvvigionamento più aperto e assiduo arrivare proprio dal territorio dello Ionio. Impieri segue “l’esempio” di Franco Bruzzese, Adolfo Foggetti, Giuseppe Montemurro, Marco Massaro.

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