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Erano le 13.30 quando la nave Vos Hestia, che opera sotto il coordinamento della Guardia Costiera, ma che opera per conto dell’organizzazione umanitaria di Save the Children, battente bandiera italiana, ha fatto il suo ingresso nel porto di Corigliano con a bordo 309 migranti. Le operazioni di sbarco, di controllo e di soccorso sono andate avanti fino a dopo le 20, coordinati dalla prefettura di Cosenza. Dei migranti giunti ieri 278 sono uomini e 31 donne, mentre i minori non accompagnati sono 22.

Per questi ultimi, come già avvenuto nei precedenti 11 sbarchi fin qui registratisi nel porto ausonico dal gennaio 2015, se ne stanno occupando i servizi sociali del comune di Corigliano guidati dalla responsabile, Tina De Rosis, e dall’assessore, Marisa Chiurco. Con ogni probabilità questi minori verranno inseriti in alcune strutture del territorio. Per quanto riguarda gli adulti, invece, già nella serata di ieri a bordo di vari pullman sono stati trasferiti in varie località italiane presso dei centri che sono stati requisiti per affrontare questa autentica emergenza umanitaria. Va detto che i 309 migranti giunti ieri nel porto di Corigliano sono solo una parte dei tantissimi migranti sbarcati negli ultimi giorni lungo le coste siciliane. Va detto che oltre al porto di Corigliano in queste ultime ore sono state interessate anche le strutture portuali di Crotone e Vibo Valenzia. Per tornare allo sbarco di ieri la maggior parte dei migranti proviene dall'area subsahariana ma sono presenti anche alcuni palestinesi. Alcuni di loro stati portati presso le strutture ospedaliere della zone, ma solo a scopo precauzionale, infatti nessuno di loro presenterebbe problemi di salute. Quello di ieri è il primo sbarco del 2017 mentre in totale si tratta del 12esimo nel porto calabrese, in cui, dal gennaio 2015, sono arrivati oltre 4.900 migranti. La preoccupazione che si coglieva ieri nel porto riguarda l’immediato futuro, in quanto nei prossimi giorni sono previsti altri sbarchi e con il passare dei giorni non sarà facile per le istituzioni che hanno responsabilità nell’organizzare l’accoglienza dei migranti, poter garantire il massimo dell’efficienza. Tante volte si è discusso su come è davvero difficile poter fronteggiare nella maniera dovuto questo enorme e continuo flusso di disperati che scappano da fame, guerre e persecuzioni di ogni genere. E’ chiaro che se non si interverrà alla fonte tutto il sistema dell’accoglienza irrimediabilmente, prima o poi, imploderà. La speranza è che si intervenga per tempo prima che sia troppo tardi. 

Giacinto De Pasquale